Legnano, opposizioni fuori dall’aula sul bilancio. E Radice scioglie la seduta

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LEGNANO – Opposizioni fuori dall’aula nel consiglio comunale di stasera, giovedì 28 settembre, a Legnano al momento di discutere la variazione al bilancio di previsione 2023-2025. Come ha spiegato il consigliere di Forza Italia, Letterio Munafò, «i documenti sono stati presentati in ritardo» rendendone così impossibile l’esame per tempo; circostanza smentita dall’assessore alla “sostenibilità”, Luca Benetti.

«Per lo stesso motivo – ha proseguito Munafò prima di lasciare i lavori dell’aula – non ne avevamo discusso neanche ieri in commissione. Non esiste un rapporto collaborativo con questa amministrazione, pertanto il bilancio ve lo votate da soli e così sarà fin quando non si cambierà metodo». Dopo l’uscita dei consiglieri del centrodestra e del gruppo misto (il Movimento dei Cittadini era già assente) il documento è stato poi approvato dai soli consiglieri di maggioranza.

Scintille fin dalle dichiarazioni di apertura

In precedenza il consiglio era stato sospeso fin dalle dichiarazioni d’apertura della seduta (nella foto in alto) in seguito a un battibecco tra la capogruppo della Lega, Carolina Toia, e la presidente della commissione sostenibilità, Sara Borgio, sulla gestione della riunione di ieri.

Le critiche sollevate dai consiglieri della Lega e della lista civica ad essa collegata sulla gestione delle assemblee hanno coinvolto anche il presidente del consiglio comunale, Umberto Silvestri. A lui la solidarietà del sindaco per «l’ennesimo vile attacco a un presidente che cerca di gestite un’aula davvero molto difficile. Purtroppo – ha rimarcato Radice – anche stasera sono venuti meno il rispetto e il convivere civile, dopo una passata legislatura che ha ripetutamente forzato il regolamento con le conseguenze che vediamo ancora oggi».

Il sindaco: «Atto politico per riportare il rispetto»

Dopo un’ulteriore sospensione, il sindaco ha proposto, «per favorire un confronto educato, civile e rispettoso», di sciogliere la seduta e di aggiornarla. «Anche se non ritengo fondata la richiesta delle minoranze – ha spiegato – faccio questa proposta come gesto di apertura nei loro confronti. È un atto politico che ha lo scopo di provare a riportare in quest’aula il rispetto dei reciproci ruoli al di là delle diverse posizioni politiche». Dopo l’uscita stavolta dei consiglieri di maggioranza, si è svolta una riunione dei capigruppo per decidere il da farsi. Constatata la mancanza del numero legale per l’assenza di quasi tutti i consiglieri, trascorsi i tempi dettati dal regolamento al presidente Silvestri non è rimasto altro che chiudere il consiglio in via definitiva.

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