Il commissario Maigret e i “romanzi duri”, Simenon sotto la lente a Duemilalibri

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Da sinistra: Luca Crovi, Valerio Varesi, Ena Marchi e Bruno Gambarotta

GALLARATE – Come Luigi Mascheroni, curatore di Duemilalibri, ha spiegato ieri, giovedì 12 ottobre, introducendo al Maga con l’assessore Claudia Mazzetti la serata dedicata a Georges Simenon, la manifestazione letteraria ha voluto rendere omaggio a serie di autori in virtù di particolari ricorrenze che quest’anno li riguardano. Tra queste ci sono i centoventi anni della nascita del creatore del commissario Maigret, «uno dei più amati del Novecento europeo»: a ripercorrere la sua vita e analizzare le sue opere si sono riuniti al museo di Gallarate, in un incontro condotto dal giornalista ed esperto di gialli Luca Crovi, la traduttrice di Adelphi Ena Marchi, il giallista Valerio Varesi e Bruno Gambarotta, scrittore che ha firmato “Fuori programma – Le mie memorie dalla Rai”.

Il rituale per scrivere

Gambarotta, unico tra i presenti ad aver incontrato di persona Simenon, ha raccontato il servizio da lui realizzato nel 1963 come cameraman per il programma “Un’ora con…” che gli permise di girare e fotografare nella villa di Epalinges (Svizzera) per una settimana, ricevendo poi a fine delle riprese in regalo il libro “Feux rouges” (“Luci nella notte”) con dedica personalizzata: “hai fatto richiesta scritta per fare foto con me ma, stufo dell’immagine nell’obiettivo, hai finito per fotografare i fiori e le piante del mio giardino”. Fu anche l’occasione per gli operatori Rai di assistere nello studio dello scrittore, attraverso una messa in scena, al singolare rituale ideato per dare il via alla stesura dei suoi romanzi: estrarre, facendo dodici passi, pagine da elenchi telefonici francesi e belgi di trent’anni prima, scegliere dei nomi, creare una storia per ciascuno quindi incrociarle tra loro e mettersi al lavoro con matite accuratamente appuntite dalla moglie.

Da Mondadori ad Adelphi

Nel corso dell’evento si è anche parlato di come Simenon sia passato dalla casa editrice Mondadori ad Adelphi: la prima, ha ricordato Marchi, «ha tentato invano in due occasioni di imporlo all’attenzione degli italiani, scontando prima della seconda guerra mondiale l’immagine molto scabrosa con cui era percepito e lo scarso gradimento da parte della censura fascista, che non vedeva di buon’occhio storie con suicidi o comunque una visione critica della società». Nel dopoguerra ci fu un secondo tentativo, con collane mirate; vide però esplodere e dominare, grazie alla serie tv dedicata, le inchieste di Maigret a discapito del resto della produzione letteraria dell’autore belga, fatta anche di tanti “romanzi duri”, noir e psicologici. Scontento, si mise allora a cercare un nuovo editore, trovato grazie al suggerimento di Federico Fellini, con cui era nata un’amicizia dopo che, membro della giuria al festival di Cannes, nel 1960 Simenon si era battuto per far vincere “La dolce vita”: era Roberto Calasso che, dal 1985, fece prima pubblicare i suoi romanzi senza Maigret, per passare nel 1993 ai gialli con il commissario.

La differenza tra scrittore e narratore

In Francia i libri di Maigret continuano a uscire e a entrare in classifica; come ha rilevato Varesi, da più parti considerato “il Simenon italiano” – «chi scrive gialli e noir non può non essere figlio di Simenon: la sua particolarità non era essere uno scrittore, cioè dedito a una cura formale estrema, ma un vero e proprio narratore. In lui ci sono la polpa, i muscoli e il sangue. Esaminando le sue pagine emerge una semplicità complicatissima». In grado di descrivere il carattere di una persona o una situazione – ha confermato Gambarotta – «con economia: puntando alle cose che contano, all’essenziale. Ad esempio nei suoi scritti è raro trovare degli avverbi». E con una grande attenzione – ha osservato Marchi – per il particolare, tipica del noir moderno: «È stato un innovatore rispetto alla figura dell’investigatore privato onnisciente, capovolgendo il giallo e introducendo l’hard boiled. Non ci sono Poirot o Miss Marple: Maigret è un questurino, un uomo normale in cui ci si può riconoscere».

Luigi Mascheroni e Claudia Mazzetti con Crovi, Varesi, Marchi e Gambarotta

Dopo l’incontro di “Effetto Simenon” a Gallarate Duemilalibri prosegue con gli altri appuntamenti di oggi, venerdì 13 ottobre: in programma ci sono gli incontri “Buon compleanno, Giovanni Testori” (10.30), con il direttore di Casa Testori Davide Dall’Ombra, “Ucraina, la guerra infinita” (18.30) con Luca Steinmann, inviato di La7 e autore del libro “Il fonte russo”, e Gian Micalessin, inviato del Giornale, e infine “Il potere della filosofia”, con Marcello Veneziani, dedicato al saggio “Vico dei miracoli”.

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