GALLARATE – Inseguito da tempo dall’assessore ai Servizi sociali Chiara Allai e dal consigliere delegato Luigi Galluppi, il “Fattore famiglia” debutta nella città di Gallarate in forma sperimentale con la Baby Card. Che non verrà più erogata una tantum alle famiglie numerose con una quota fissa di 350 euro, ma attraverso l’applicazione di 7 indicatori il contributo sarà variabile da 250 euro a salire in un’ottica di maggiore equità a sostegno della genitorialità. Lo stanziamento complessivo della misura rimarrà comunque uguale a quello degli anni precedenti. Semplicemente ci sarà una redistribuzione più allineata alle esigenze delle singole famiglie.
Il Fattore Famiglia
Presentato questa sera 5 febbraio in Commissione Welfare, proprio nel giorno in cui è stato inaugurato lo “Spazio Mamma” a Palazzo Mezzanotte, il Fattore Famiglia nelle intenzioni dell’amministrazione è destinato a entrare a regime nei prossimi anni anche per altri provvedimenti e per servizi comunali a domanda individuale. Non andando a sostituire l’Isee, ha precisato Galluppi, ma «applicandolo in parallelo per affiancarlo e rafforzarlo». Per come è stato concepito, il “Fattore famiglia” vuole diventare uno strumento integrativo dell’Isee che permette di dare una rappresentazione più precisa e corretta delle condizioni socio-economiche dei nuclei familiari che richiedono agevolazioni tariffarie o contributi integrativi al reddito. L’Isee infatti presenta molti limiti sotto il profilo sia dell’efficacia che della qualità, in quanto non valuta correttamente i carichi familiari. I sette indicatori del “Fattore famiglia” elencati da Allai puntano così a intercettare specifiche peculiarità per verificare le reali capacità economiche di una famiglia. Tra questi il numero di figli, la presenza in casa di anziani o persone non autosufficienti, se la famiglia è monogenitoriale o se l’abitazione del richiedente è gravata o meno da un mutuo per l’acquisto.
Le critiche del Pd
A margine della Commissione sono pervenute le osservazioni del Pd per voce di Margherita Silvestrini che considera “Spazio Mamma” una una iniziativa buona ma estemporanea in quanto sperimentale per sei mesi: «Si è persa l’occasione di programmare qualcosa di più efficace, incisivo e soprattutto di lungo periodo». Dal centrosinistra considerano interessante anche il “Fattore famiglia”, ma non mancano le critiche: «C’è un tentativo di affrontarlo ma in modo semplicistico visto che attualmente, applicando soltanto alla Baby Card, non incide in modo determinante. Sarà da verificare quando e se verrà applicato ai servizi a domanda individuale». Silvestrini contesta infine la presenza tra gli indicatori della premialità sugli anni di residenza in città: «Sfavorisce senz’altro le famiglie che vogliono stabilirsi a Gallarate, una realtà già difficile da abitare per l’accesso alla casa delle giovani coppie».
