GALLARATE – “Duemilalibri off” riprende da dove ha iniziato, ovvero dai grandi nomi. Il primo appuntamento del 2024 della rassegna letteraria di Gallarate è per domani 14 febbraio (ore 21, sala Arazzi del museo Maga di via De Magri) con l’autore de “Le ossa dei Caprotti. Una storia italiana”.
Caprotti a Gallarate
Un libro che ha fatto e farà parlare, quello scritto da Giuseppe Caprotti, figlio del fondatore di Esselunga, allontanato dall’azienda di famiglia nel 2004. Un libro che ha raggiunto la sesta posizione nella classifica de la Lettura del Corriere della Sera, a conferma, sottolinea l’assessore alla Cultura Claudia Mazzetti della «capacità ormai consolidata di Duemilalibri di attrarre i nomi più importanti e amati della letteratura contemporanea». La riprova è che al momento i primi due libri più venduti del 2024 portano la firma di Fabio Volo e Aldo Cazzullo ed entrambi negli ultimi anni hanno riempito la Sala degli Arazzi.
Il libro
“Le ossa dei Caprotti. Una storia italiana” è la storia, narrata attraverso testimonianze e documenti inediti, di una famiglia e di un successo che ha attraversato più di due secoli. Lombardia, prima metà dell’Ottocento. I Caprotti, proprietari terrieri, si affacciano all’industria del cotone e con le ricchezze presto accumulate si fanno largo nella società dell’epoca. Sono tra i finanziatori della spedizione dei Mille, si spingono fino in Sud America, sostengono gli esploratori che si avventurano nella penisola arabica e nel Corno d’Africa. La culla dei loro affari è la piccola Albiate, in Brianza, dove lo stabilimento tessile dista poche centinaia di metri dalla dimora familiare, ma la sfera dei loro interessi si allarga sempre più. Nutrono ambizioni politiche e aderiscono al Partito repubblicano, una scelta che nel Regno d’Italia può costare cara. Tra successi e fallimenti, la svolta per la famiglia arriva alla fine degli anni Cinquanta con Rockefeller e la prima catena di supermercati in Italia, che per gli americani è un’avventura economica ma anche un’arma formidabile di propaganda anticomunista. Nel primo supermarket di Milano Rockefeller offre pinne di pescecane, come titola un giornale del tempo: l’abbondanza di prodotti e le prelibatezze esotiche in vendita affascinano gli italiani. È un successo straordinario e consolida la fortuna della famiglia Caprotti, che nel frattempo ha acquisito la quota di maggioranza dell’azienda. Giuseppe Caprotti ricostruisce la storia di una famiglia che ha attraversato più di due secoli. Regala al lettore i ritratti di donne e di uomini dai sentimenti intensi, passando dall’Italia del fascismo a quella del boom economico. Ma racconta anche l’adolescenza passata in un collegio svizzero, lontano da una Milano violenta e dai rischi di rapimento, e i rancori che avvelenano gli animi tra parenti e travolgono per sempre il sogno di restare uniti “come i moschettieri di Dumas”, fino alla rottura e ai fatti rovinosi che ne sono seguiti, narrati qui attraverso testimonianze e documenti inediti.
