BUSTO ARSIZIO – Arriva un altro “stop” dalla maggioranza di centrodestra all’assessore alla mobilità e alla sicurezza Salvatore Loschiavo. Dopo il ritiro della delibera sulla pipì dei cani (per prevenire una possibile astensione dei gruppi di maggioranza in commissione), i segretari dei partiti del centrodestra hanno bocciato, su pressione dei gruppi consiliari, la proposta, avanzata dall’assessore, di istituire una pista ciclabile e un senso unico in via Dante, nella prospettiva di partecipare ad un bando di finanziamento ministeriale per la mobilità sostenibile.
I precedenti
Lo stop all’iniziativa è arrivato settimana scorsa, subito dopo il caso “esploso” attorno alla nuova norma del regolamento di polizia urbana che prevedeva l’obbligo per il proprietario di cani di portare con sé con una bottiglietta d’acqua per lavare la pipì dei loro migliori amici, ma anche dopo le polemiche per il nuovo assetto di via Redipuglia, dietro alla stazione. Per molti versi simile – via i posti auto e il doppio senso per fare posto alle biciclette – a quello che l’assessore civico, espressione della lista Antonelli, aveva presentato solo qualche giorno prima per via Dante e via Bramante, in pieno centro, in un’accesa riunione ristretta con i segretari della coalizione di governo.
L’ipotesi per via Dante
Il progetto – pronto a candidarsi per il bando del ministero delle infrastrutture sulle “ciclovie urbane intermodali” (dedicato ai collegamenti con le stazioni) a caccia di risorse dallo Stato – prevederebbe la riqualificazione dell’accesso alla stazione Nord con la creazione di una pista ciclabile in sede protetta (sul modello di via Lonate) lungo via Dante e via Bramante, che avrebbe imposto l’istituzione del senso unico in direzione Stazione e il sacrificio di una serie di posti auto attualmente esistenti ai due lati di via Dante. Ma avrebbe permesso anche di riqualificare il semaforo all’incrocio Mazzini-Dante, la rotonda di piazza Plebiscito e il piazzale Facchinetti, davanti alle Poste.
Il “niet” dei partiti
La proposta, che nel corso della discussione a porte chiuse aveva provocato un acceso confronto-scontro tra l’assessore Loschiavo e il segretario della Lega Alessandro Albani (critico nei confronti dell’eccessivo ricorso alle piste ciclabili), era stata inizialmente rinviata. Poi però, dopo le polemiche nelle chat di maggioranza su via Redipuglia e il rinfocolarsi del refrain tra i consiglieri sulle “politiche di sinistra” dell’assessore, dai segretari di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia è arrivato un secco “niet” al progetto. Non solo, pare che anche le piste ciclabili già approvate siano state messe sotto osservazione: partiti e gruppi consiliari vogliono vederci chiaro sull’impatto che le nuove opere avranno sulla sosta e sulla viabilità nelle vie interessate.
Caso politico?
Per Salvatore Loschiavo, finito già nella bufera per la sua partecipazione ad un convegno di Azione, un’altra clamorosa bocciatura. E l’impressione che, dopo il «segnale» (termine testuale circolato tra i consiglieri) dato dai gruppi consigliari sulla norma per contrastare la pipì dei cani, sulle sue iniziative ci sia ormai il “bollo” della politica. E se qualcuno nelle chat ha ironizzato che «con queste iniziative la prossima volta ci voterà anche la sinistra», è palese che siamo di fronte ad un caso politico.
