Busto, studenti in sciopero al Candiani: «Vogliamo risposte o andiamo avanti»

BUSTO ARSIZIO – «Non entri in una scuola così» o «la goccia che ha fatto traboccare il Candiani». Gli studenti questa mattina, 7 marzo, hanno incrociato le braccia al liceo Candiani di Busto Arsizio. Tanti gli indirizzi che hanno aderito (artistico, musicale e coreutico) per scioperare pacificamente in merito – come annunciato – ai problemi infrastrutturali e interni alla struttura che affliggono la scuola da anni. «E che non sono mai state risolte», hanno reso noto i portavoce degli studenti in una nota. «Le nostre richieste sono rivolte in primis alla Provincia di Varese, ma anche alla dirigenza dell’istituto». 

La richiesta di un confronto

Hanno manifestato per esprimere davanti alla scuola «i gravi disagi e il malcontento della comunità scolastica, che persistono ormai da molto tempo e che si sono aggravati molto recentemente». Di più: «È nostro diritto richiedere una maggiore attenzione da parte della alla Provincia per i problemi di natura edilizia dell’istituto, inoltre chiediamo più attenzione alla dirigenza riguardo le problematiche interne e necessità di noi studenti. È il momento di dire basta». Quindi la richiesta di un «confronto con la dirigenza per sollecitare la Provincia e proporre soluzioni adeguate per far fronte alla situazione attuale».

Obiettivo: «Essere ascoltati»

Secondo gli studenti è «inaccettabile dover continuare a frequentare le lezioni a scuola senza vedere mai nessun miglioramento, percepiamo che la nostra voce non venga ascoltata nella giusta misura». In occasione della protesta hanno chiesto alla preside di «riceverci affinché potessimo consegnarle le motivazioni dello sciopero, per avere un confronto diretto. La preside per il momento si è limitata a prometterci un incontro per domani mattina, 8 marzo». L’obiettivo è «essere ascoltati, siamo stanchi che le nostre richieste vengano sminuite. La nostra mobilitazione continuerà certamente se non si avranno risposte chiare riguardo i nostri dubbi e la situazione problematica generale della scuola, perché è necessario, vista la gravità della situazione, che si prendano provvedimenti concreti e il più rapidamente possibile».

Le testimonianze

Qui di seguito alcune testimonianze degli studenti, esposte durante la manifestazione: 

Infiltrazioni costanti, presenza di preoccupanti muffe, danni infrastrutturali, buchi nel soffitto e negli infissi, cadute di intonaco e muratura, in generale struttura vecchia e gravemente usurata, potenzialmente pericolosa

In alcune aule l’acqua delle infiltrazioni è arrivata a raggiungere cavi esposti, prese di corrente e parti dell’impianto elettrico.

Recentemente, aprendo una finestra all’ultimo piano, una sbarra di ferro si è staccata ed è caduta nel cortile interno, rischiando di colpire studenti e insegnanti che si trovavano lì in  quel momento. 

Le classi sono dovute essere riposizionate per via delle aule chiuse, questo ha causato moltissimi problemi, come classi costrette a fare lezione in corridoio e in aule non consone a svolgere le materie di indirizzo e non solo. 

Le vasche di cemento per l’argilla sono vecchissime, si sgretolano e perdono, rendendola inutilizzabile. All’interno si sono trovati più volte vermi, uova di insetti, muffe e licheni. Le aule di plastiche e gli ambienti dell’ ala storica in generale sono vecchi, umidi, ampiamente danneggiati, poco sicuri e non igienici.

Alcuni studenti si sono fatti male per via di scaffali pericolanti, prese di corrente probabilmente danneggiate e per i cassoni dell’argilla praticamente distrutti.

I lavandini delle classi sono in condizioni indecenti, costantemente otturati  o soggetti a perdite, alcuni straripanti di acqua sporca  da mesi.

Le barriere e i bidoni per raccogliere l’acqua piovana sono ormai totalmente tanti da ostruire il passaggio degli studenti, ammassati per passare in corridoi stretti e affollatissimi.

Gli studenti dell’indirizzo di grafica hanno difficoltà a svolgere le lezioni per via della connessione internet scadente e delle poche prese di corrente a disposizione, sovraccariche di ciabatte per collegare tutti i computer. Da queste prese sono uscite anche  scintille.

Alcuni lavori degli studenti sono stati rovinati o distrutti proprio dalla pioggia che scende dai soffitti o per le scaffalature vecchie e traballanti.

busto candiani sciopero studenti – MALPENSA24
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