GALLARATE – Lo ribadiscono ancora: «Il progetto va radicalmente riconsiderato». Il comitato “Salviamo gli alberi di Gallarate” torna alla carica sul Grow 29. Oggi – 13 aprile – in via Curtatone, gli ambientalisti si sono dati appuntamento nell’area che ospiterà il futuro polo scolastico di Cajello e Cascinetta. In mano, i documenti ottenuti dal Parco del Ticino tramite un accesso agli atti: «Confermano e amplificano le criticità già dedotte», hanno detto. Cogliendo l’occasione per lanciare una petizione contro il più importante intervento urbanistico degli ultimi anni.
Il comitato insiste
Il comitato – rappresentato da Laura e Olivia Pastorelli, Filiberto Zago, Camilla Colombo e Ali Chohan – insiste sulle «criticità» del progetto. «Il Parco del Ticino ha riconosciuto il valore naturalistico dell’area, chiedendo una diversa collocazione del polo scolastico». Oltre a inviare «precise prescrizioni che prevedono la preservazione di una fascia naturale e originaria intorno all’edificio». Poi, gli ambientalisti si sono concentrati sul fatto che «nessuna compensazione risulterebbe adeguata rispetto alla perdita di un ecosistema pluridecennale».
I temi
Diversi i temi affrontati. Quello ambientale e urbanistico, come «la dismissione di edifici scolastici, anziché progettare una ristrutturazione» o la «perdita di un bosco urbano». Quindi, il «nuovo consumo di suolo». Ma anche «l’esposizione all’inquinamento acustico, essendo vicino all’autostrada e alla ferrovia». Mentre la viabilità «vedrà un aumento dei problemi di traffico». Poi, l’aspetto sociale: «L’inadeguatezza degli spazi, con il pericolo della creazione di classi pollaio, oltre alla mancanza o ristrettezza di luoghi comuni o laboratori». Fino al rischio delle «scuole ghetto», riferendosi allo «smistamento di una parte di studenti in altri istituti, separando i bimbi in base all’area di residenza». Si aggiunge «l’impoverimento della vita dei quartieri, a causa dell’allontanamento delle scuole».
La petizione
Questione che ha chiamato in causa l’ornitologo Walter Guenzani, che «ci ha dato una mano a conoscere il bosco», hanno detto. «Ha fatto due considerazioni: sulla posizione del polo, tra al ferrovia e l’autostrada; la presa di coscienza che le aree verdi della zona sono ormai poche, quindi vanno preservate». Lanciando la proposta di «tutelare flora e fauna, oltre a farla diventare un’area in cui portare avanti progetti didattici».
Ora il comitato cerca di coinvolgere anche altre persone nella loro causa, lanciando una petizione online. E raggiungere sia le istituzioni cittadine che quelle regionali. «Pensiamo – concludono – che si possa ancora fare qualcosa contro i rischi di questo danno ambientale».
