VISTO&RIVISTO L’amore giovane, dinamico e senza regole di Guadagnino

michella guadagnino visto rivisto

di Andrea Minchella

VISTO

CHALLENGERS, di Luca Guadagnino (Stati Uniti 2024, 131 min.).

Guadagnino è di un altro pianeta. Ogni pellicola che realizza lo trasforma in un’entità artistica in grado di riscrivere continuamente le regole del gioco. “Challengers” è un’esperienza unica fatta di immagini, suoni, musiche, sguardi, odori, che solo un gigante è in grado di creare. Pazzesco.

Partendo da un soggetto inedito e fresco di Justin Kurtizkes, 25 anni ma con un’anima adulta e profonda, il regista di “Chiamami Col Tuo Nome” mette in scena una storia potentemente iconografica che ci parla dell’amore, dell’attrazione e della competizione che possono, se non controllati, rendere una relazione un vero incubo. Il tennis, magistralmente filmato, diventa il liquido amniotico in cui immergere le dinamiche e le relazioni che si instaurano tra i tre protagonisti della vicenda. Il tennis diventa il prisma in cui ogni sospiro dei personaggi diventa una proiezione dolcemente asfissiante che non lascia nemmeno un centimetro vuoto nella pellicola lunga più di due ore. Il ritmo è incalzante perché Guadagnino è in grado di fondere in un unico flusso le immagini, esteticamente perfette, il sonoro delle palline colpite violentemente dai giocatori, la musica costruita maniacalmente dai Nine Inch Nails e la capacità attoriale perfettamente contestualizzata dei tre attori protagonisti. Se Zendaya sembra essere nata per la parte di Tashi, Josh O’Connor si conferma un attore capace di trasformarsi rapidamente nel personaggio che interpreta e Mike Faist si dimostra come un giovane bravo e apparentemente superficiale che pare non reciti nemmeno.

“Challengers” si poggia su una sceneggiatura perfetta e modulata a favore della tridimensionalità dei personaggi. La scrittura di Kurtizkes e di Guadagnino inglobano le anime di Tashi, Patrick e Art, trasformandole in una forma geometrica nuova e inedita che si plasma continuamente in base alle vicende che ci vengono raccontate. Il tennis viene filmato egregiamente perché Guadagnino, da inesperto, mette una distanza artistica che trasforma ciò che racconta in vero e reale. La racchetta diventa qui un prolungamento del desiderio sfrenato dei protagonisti. Il campo da gioco è solo un palco su cui far muovere gli attori. Geniale.

Luca Guadagnino filma una storia di giovani e della loro immedesimazione con il desiderio incontrollato. Guadagnino usa un linguaggio moderno e fresco per stigmatizzare un mondo, quello dei giovani, sempre in continua ebollizione che diventa spesso irraggiungibile e indecifrabile per gli adulti. Il regista siciliano, con i suoi film, cerca di ridurre al minimo la distanza abissale che esiste tra questi due mondi. E ci dà una speranza. Non bisogna rimanere giovani per paura di morire. Bisogna sentirsi giovani per godersi ogni giorno la bellezza delle cose che ci circondano. Dobbiamo rimanere connessi con i giovani perché è l’unico mondo in grado di codificare i cambiamenti e le trasformazioni della società. Guadagnino ci mostra il linguaggio, fatto di immagini e musica, che può aiutarci a capire meglio quel mondo. E questo è un merito del regista che va oltre la bellezza di un film.

Dunque “Challengers” è un’ulteriore resoconto, puntuale e vero, sull’amore puro, che non sempre ci porta gioia e serenità, ma che comunque vale sempre la pena vivere. La pulsione dell’amore può trasformarsi in un battito del cuore incontrollato che può far saltare ogni ragionamento o intenzione. Qui l’amore, che si fonde con la competizione e l’ambizione, diventa un sentimento tridimensionale che si mostra più complesso e profondo di quanto spesso ci viene raccontato. L’amore, ci dice Guadagnino, è un’emozione dirompente e travolgente che può investire ogni sicurezza che pensiamo di avere. L’amore è un desiderio che deve essere alimentato ogni istante ma che può metterci davanti a scelte difficili e incomprensibili.

“Challengers” è un racconto che va guardato e sentito. La bravura di Guadagnino ci permette di assistere ad un viaggio affascinante dentro le pieghe del desiderio primordiale che influisce quotidianamente sulle nostre vite. Guadagnino, che è già a lavoro su un altro scritto di Kurtizkes, aggiunge con “Challengers” un tassello fondamentale alla sua affascinante ricerca del vero significato dell’amore. Sublime.

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RIVISTO

BROTHERS, di Jim Sheridan (Stati Uniti- Regno Unito 2009, 105 min.).

Un interessante ritratto sull’amore e sull’amicizia. La geometria sentimentale al servizio di una storia commovente e profonda. Maguire, Portman e Gyllenhaal sono magistrali in una dinamica variabile che continua a mutare a seconda delle emozioni che emergono. Regia impeccabile di Sheridan.

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