MALPENSA – Il tratto Gallarate-Malpensa non si percorre solo in treno, con il maxi-progetto ferroviario che sta procedendo a vele spiegate. Si può fare anche in bicicletta. O, almeno, questa è l’ipotesi emersa dall’ultimo incontro (informale) che si è svolto ieri – 30 maggio – fra i Comuni di Casorate Sempione, Cardano al Campo e Gallarate. L’idea è di sfruttare le aree del cantiere della ferrovia, per arrivare a creare una rete viabilistica nel segno della mobilità dolce per tutto il territorio interessato dall’opera.
Come inizia
Tutto comincia dall’ultimo tavolo tecnico convocato in Regione Lombardia per discutere del futuro del Masterplan. La progettazione di infrastrutture legate alla mobilità dolce è tornata prioritaria e i sindaci Dimitri Cassani (Casorate) e Maurizio Colombo (Cardano) hanno colto l’occasione per integrare nel piano della ciclopedonale lungo la superstrada 336 – che dovrebbe unire Somma Lombardo, Casorate e Cardano, fino a Gallarate – un nuovo tratto che dall’ex Nautilus porta al centro sportivo Altobelli.
La proposta
A Cardano si parla della ciclopedonale da almeno 15 anni, mentre Casorate ha già sottolineato la volontà di investire su questo tipo di infrastruttura. Tema che interessa anche Gallarate, tanto che all’incontro ha rilanciato – attraverso l’assessore all’Urbanistica, Sandro Rech – la proposta di sfruttare le aree di cantiere per trarne vantaggio da un punto di vista ambientale. Lo racconta l’esponente della giunta casoratese Andrea Tomasini, delegato alla partita: «Abbiamo parlato della possibilità di estendere la progettazione della pista ciclabile e renderla più completa». L’idea è di creare un percorso che dal Sempione, in territorio di Gallarate, si unisca con l’incrocio dell’ex Nautilus, per poi proseguire lungo la via Giovanni XXIII e arrivare alla superstrada 336. Fino a raggiungere il terminal 2. Un sistema che può essere sviluppato «convertendo le strade di cantiere in piste per biciclette». Infatti, precisa Tomasini, «la nuova ferrovia sarà costeggiata da una serie di uscite d’emergenza, dalle quali si potrà accedere agli attuali sentieri di sicurezza». Insomma, la speranza è di cogliere l’occasione di un’opera che tanto sta facendo discutere per il suo forte impatto ambientale e trarne il maggior vantaggio da un punto di vista della sostenibilità.
