Monumento ai Caduti della Guardia di Finanza inaugurato in centro a Legnano

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LEGNANO – Una stele di granito con in cima la sagoma del Monte Rosa, a richiamare l’origine del Corpo come guardia confinaria; sul fronte, il fregio distintivo della fiamma con dedica ai Caduti e un verso della preghiera del finanziere; e sul retro lo stemma araldico del Corpo con i tre elementi di montagna (a simboleggiare la terra) mare cielo e il verso dell’inno nazionale in cui si cita Legnano. È il monumento ai Caduti della Guardia di Finanza in tempo di guerra e di pace, opera dell’artista Francesco Murano, inaugurato oggi, giovedì 13 giugno, nel parco pubblico di via dei Bambini (nelle foto) alla presenza delle autorità civili, militari e religiose nel contesto delle celebrazioni del 250° anniversario della fondazione del Corpo.

Nel corso della cerimonia, conclusa con la deposizione di corone e la lettura della preghiera del finanziere, il coro Jubilate ha cantato l’inno nazionale durante l’alzabandiera e sono intervenuti il comandante provinciale della Gdf di Milano, generale di brigata Francesco Mazzotta, il sindaco Lorenzo Radice, il comandante regionale delle fiamme gialle della Lombardia, generale di divisione Giuseppe Arbore e il vicario episcopale di zona Luca Raimondi.

Radice: «Simbolo dell’impegno per la legalità»

Immancabile l’omaggio, nel primo intervento di Mazzotta, a Luca Piani, Alessandro Pozzi e Simone Giacomelli, i tre finanzieri morti in Val Masino durante una esercitazione lo scorso 29 maggio. «Questo monumento – ha detto il comandante della provincia di Milano – frutto dell’iniziativa promossa dal sindaco Radice è il simbolo tangibile per la società civile e soprattutto per i giovani della riconoscenza che dobbiamo a tutti i Caduti del nostro Corpo in nome degli ideali di giustizia, libertà e altruismo». Il generale ha quindi tracciato un excursus storico ricordando alcuni dei Caduti in servizio nel corso delle due guerre mondiali come negli anni Trenta e in tempi più vicini a noi.

A Legnano, il cui Gruppo è oggi comandato dal tenente colonnello Biagio Maurizio Agosta, la Guardia di Finanza è presente dal 1° ottobre 1931. «Una presenza storica – ha ricordato Radice – che permette con i suoi uomini e le sue donne di far crescere in maniera sana il nostro territorio con il suo presidio, la presenza ai grandi eventi e l’impegno per la legalità a 360 gradi, in cui rientra l’accordo stretto sugli appalti finanziati dal Pnrr. Nel monumento che scopriamo oggi – ha proseguito il sindaco – leggo altri due significati: la “significazione” del territorio, nel senso che questa area aperta nel 2009 ha faticato a entrare fra i luoghi vissuti della città e necessita di essere appunto arricchita di significato. A questo scopo abbiamo intitolato un largo al presidente della Famiglia Legnanese Luigi Caironi e il parco ai bambini vittime di mafia. È importante far ritrovare in questi luoghi tasselli della comunità come questi. E poi vi leggo il simbolo della cooperazione e collaborazione fra istituzioni, che è un carattere specifico della nostra città per concorrere al bene comune».

«Sono state giornate dense di commozione – ha ammesso il generale Arbore (qui sopra) riferendosi alla recente perdita dei tre giovani finanzieri – Sono rimasto molto colpito dalla compostezza con cui le loro famiglie hanno vissuto questo dolore, unite nel sottolineare l’appartenenza dei loro ragazzi a uno dei Corpi che operano al servizio della patria» mentre monsignor Raimondi ha parlato di «un resoconto glorioso di un passato anche recente. Il senso di appartenenza al Corpo ha qui un forte presidio che persegue la legalità tutti i giorni senza fare rumore. Che questo monumento sia monito perché questo impegno non passi mai di moda, e memoria di chi è caduto per esso».

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