A pochi giorni dal risultato elettorale per l’elezione del Sindaco a Cardano al Campo, è doveroso fare un po’ di chiarezza e mettere i puntini sulle “i”.
Lo scenario era quello ideale, solo due liste, uno vince ed uno perde, non ci sono liste di disturbo, come è accaduto in passato, non ci sono scuse, strappa il risultato chi riesce a convincere il maggior numero di cittadini, indipendentemente dalla casacca politica che uno indossa.
Qualcuno pensava ad un risultato scontato grazie al vento a favore per Giorgia Meloni e il suo partito, situazione che ha portato FdI ad ottenere in provincia di Varese, per le europee, un risultato mai raggiunto prima, però, come è già accaduto in passato, nel nostro “paese” le cose non vanno così, non necessariamente l’andamento delle Comunali segue quello delle Europee.
Entrambi i candidati godevano di ottima reputazione e delle necessarie capacità per ricoprire l’incarico di sindaco, ma cosa è successo al centrodestra che ha ottenuto un risultato clamorosamente deludente, peggiore che nelle tornate del 2002 e del 2007, anno in cui Ugo Quadrelli sfiorò la vittoria contro Mario Aspesi in lizza per il secondo mandato? Perché un così grande divario? Perché una sconfitta così netta?
Le risposte possono essere molte, ma riducendo il tutto ai minimi termini possiamo affermare che, innanzitutto la lista è stata creata in fretta e molto in ritardo, quando ormai gli sfidanti avevano già un programma, avevano già battuto il territorio in lungo e in largo e si erano da tempo insediati nei vari ambienti, circoli ed associazioni.
Altro errore clamoroso è stato quello di voler a tutti i costi candidare elementi uscenti dalla giunta precedente, questo anche e soprattutto per volere imposto dall’alto, una in particolare la segreteria di Fratelli d’Italia che, con questo atteggiamento ha fatto perdere diversi Comuni al centrodestra. Dopotutto quella appena uscita è l’amministrazione che ha chiuso il municipio, che non si è distinta per molte iniziative, quelle poche fatte non sono state affatto pubblicizzate, meglio pubblicizzati gli errori e gli scempi, vedi quello dell’area feste anche se il sindaco Maurizio Colombo pochi giorni prima delle elezioni è uscito con una frase che sembrava più una boutade, “abbiamo messo in sicurezza l’area feste”. Un’amministrazione che non è riuscita nemmeno a “rifare il trucco” alla città in vista delle elezioni, cosa che non accade altrove, chissà perché negli ultimi mesi tutti si ammazzano a pulire, asfaltare, ristrutturare.
Un altro errore da principianti commesso da Salvatore Marino (FdI) è stato quello, oltre che riproporre un assessore uscente, di sbraitare ai 4 venti che avrebbe ottenuto la carica di vicesindaco indipendentemente dai voti che avrebbe raccolto.
Non mi voglio dilungare a criticare l’amministrazione di Colombo, anche perché, dal mio punto di vista, a partire dal ’97, forse anche prima, le amministrazioni per me sono tutte bocciate, le prime hanno sperperato i soldi per opere inutili, alcune delle quali sono state poi letteralmente “abbattute” e altre rimaste incomplete ancora ad oggi, le ultime perché si sono lagnate dei debiti, scusa che hanno utilizzato per “navigare a vista” e non realizzare nulla di consistente ed utile per la cittadinanza.
Invece voglio volgere uno sguardo al futuro ed augurarmi che le cose possano andare meglio.
Non dubito della buona fede di Lorenzo Aspesi, come non dubito di quella di Giacomo Iametti, spero che il neosindaco, a cui auguro di poter realizzare anche solo metà dei progetti che ha promesso, profonda il massimo impegno e soprattutto che riesca a tenere a bada una coalizione così ampia e così eterogenea, anche se personalmente nutro molti dubbi.
Mi auguro che questa amministrazione si adoperi per realizzare progetti ed iniziative per i cittadini e che non si faccia soffocare dall’ideologia e da tematiche che poco hanno a che vedere con l’amministrazione di una cittadina di provincia.
Ricordo a questi ultimi che hanno sì vinto, ma con un’affluenza scarsissima, ai minimi storici, stiamo parlando 52,51% (5 anni fa era il 62,86%), quindi poco più del 29% dei potenziali elettori, non c’è motivo di vanto per una così bassa rappresentatività.
Al centrodestra critico, come già in passato, la lentezza nel prendere decisioni ( sempre all’ultimo mese a cercare di comporre una lista ed un programma), la litigiosità tra i gruppi e i partiti, sempre in competizione tra loro invece che in competizione con gli avversari e la scarsa alacrità nell’organizzare le campagne elettorali, turbate da malumori interni e invidie tra i candidati. Ricordo a chi cerca sempre di fare il pieno dei voti, che il singolo non prevale, se non vince la squadra non vince nessuno, come si dice negli ambienti del basket “Lui è quel tipo di giocatore che fa 30 punti e la sua squadra perde”.
Da questa sconfitta il centrodestra cardanese deve rialzarsi e ripartire, ma con intenti e persone nuove, soggetti più interessati a fare qualcosa di buono piuttosto che a trarre profitto dalla politica, allora forse i cittadini si convinceranno a cambiare la loro tendenza di voto.
La politica locale lasciamola fare ai cardanesi e non persone al di fuori che a malapena sanno dove ci troviamo sulla mappa, personaggi che non conoscono il tessuto sociale della città, i veri bisogni della collettività e soprattutto ciò che serve per rendere Cardano al Campo una vera città.
A tutti faccio notare, soprattutto a Lorenzo Aspesi, che da queste elezioni non è uscito alcun vincitore, solo due perdenti, il vero vincitore si chiama Astensionismo e conta oltre il 48% degli elettori.
Salvatore Tessitore
