TRIESTE – Studenti Liuc sempre più attivi, non solo nello studio ma anche nelle esperienze che fanno degli anni dell’università un percorso realmente qualificante per il lavoro e per la vita. È quanto emerge dal rapporto 2024 su profilo e condizione occupazionale dei laureati di AlmaLaurea, consorzio interuniversitario che raggruppa un’ottantina di atenei italiani: presentato oggi, giovedì 13 giugno, ha attestato anche lo stato di buona salute dell’Università dell’Insubria, con laureati preparati e competitivi nel mercato del lavoro.
I dati descritti da due dossier
L’annuale valutazione sulle prestazioni degli atenei italiani affiliati al consorzio è stata al centro del convegno “Laureati e dimensioni internazionali: dall’università al mercato del lavoro”, organizzato in collaborazione con l’Università di Trieste e il Ministero dell’Università e della ricerca. I dati sono descritti in due dossier, con due tagli differenti: il profilo dei laureati e la loro situazione occupazionale a uno e cinque anni dal conseguimento del titolo. In entrambi sono proposti sia un resoconto generale sullo stato dell’istruzione universitaria in Italia che dati specifici riguardanti le singole istituzioni. Complessivamente sono stati coinvolti circa 300mila laureati del 2023 per ottenere una panoramica delle loro caratteristiche principali e 660mila laureati per analizzare i risultati ottenuti sul mercato del lavoro.
Stage e soggiorni all’estero, alla Liuc «un’opportunità per tutti»
«Si registra – ha commentato Luigi Rondanini, responsabile del career service dell’ateneo di Castellanza – un’alta percentuale di stage effettuati durante il corso di studi, pari al 76.4% (superiore alla media Almalaurea, che è pari al 63.6%). Inoltre il 28,9% dei nostri studenti ha svolto un periodo all’estero nell’ambito del proprio percorso, contro una media complessiva del collettivo Almalaurea pari al 12.5%. Entrambi i dati sono in miglioramento rispetto all’anno scorso di circa il 5%. Segno di un’attenzione costante dell’ateneo verso questo tipo di attività, che alla Liuc non rappresentano un’eccezione per pochi ma un’opportunità per tutti».
La Liuc continua inoltre a caratterizzarsi per i tempi brevi nel conseguire la laurea e per la regolarità negli studi: il 92.6% degli studenti magistrali, infatti, conclude in corso (la media Almalaurea è del 64.8%). Il 77.9% degli studenti si iscriverebbe nuovamente alla Liuc e allo stesso corso di laurea, dato in leggero aumento rispetto all’anno precedente. In generale, nella valutazione dell’esperienza universitaria emerge che il 95,3% dei laureati si dichiara soddisfatto del percorso nel suo complesso.
Guardando invece ai dati di occupazione relativi ai laureati del 2023, a un anno dalla laurea magistrale Economia si attesta all’88% (media Almalaurea dell’82.3%) mentre Ingegneria al 92.6% (media Almalaurea del 91.8%). Il tasso di disoccupazione è pari al 6% per Economia e al 5.1% per Ingegneria e il tempo medio per trovare un’occupazione è pari a due mesi dalla data di laurea. A distanza di tre anni dalla laurea si sale all’89.6% di occupati per Economia (con un tasso di disoccupazione pari al 3.1%) e al 92.7% per Ingegneria (con tasso di disoccupazione del 2.6%). A distanza di cinque anni dalla laurea, Economia si attesta al 92.5% (tasso di disoccupazione pari al 2.3%) e Ingegneria al 91.8% di occupati (tasso di disoccupazione del 4.3%).

Laureati Insubria: tasso di occupazione sopra la media
Per tracciare il profilo dei laureati dell’Università dell’Insubria sono stati intervistati 2.261 dottori: 1.595 triennali, 413 magistrali biennali e 253 a ciclo unico. L’indagine sulla condizione occupazionale ha invece coinvolto 3.134 laureati: 1.588 laureati triennali e 579 laureati di secondo livello del 2022, contattati a un anno dal conseguimento titolo, 519 laureati del 2020, contattati a tre anni dalla laurea, mentre sono stati 448 i dottori del 2018 contattati a cinque anni dal titolo.
Ancora una volta l’Università di Varese e Como ha risultati superiori alla media nell’occupazione. L’83,8% dei laureati triennali che non si sono iscritti a un corso di secondo livello a un anno dal conseguimento del titolo ha un impiego: la media nazionale è del 74,1% e quella lombarda è del 79%. Lo stipendio medio mensile netto è di 1.488 euro, superiore alla media italiana e lombarda, rispettivamente pari a 1.384 euro e 1.413 euro. Anche il tasso di occupazione dei laureati magistrali rimane molto elevato: a un anno dal conseguimento del titolo è dell’82,7%, con uno stacco netto rispetto alla media nazionale del 75,7% e uno stipendio medio di 1.650 euro, rispetto ai 1.432 euro della media nazionale e ai 1.489 euro della Lombardia. A cinque anni dal conseguimento del titolo, il livello di occupazione è ancora più alto: è del 91,7%, con una retribuzione media mensile netta di 1.969 euro rispetto ai 1.768 euro della media nazionale.
Il 67% degli occupati a un anno dalla laurea dichiara di utilizzare in misura elevata nel proprio lavoro le competenze acquisite durante il percorso di studi, a cinque anni dalla laurea l’80,5% ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro svolto. Tra i laureati triennali dell’Insubria il 3,3% è di cittadinanza straniera, il 6,3% proviene da altre regioni italiane, il 50,8% ha conseguito un diploma di tipo liceale e il 41,8% un diploma tecnico. L’età media al momento del conseguimento della laurea è di 25 anni, nello specifico di 24,4 anni per i laureati di primo livello e di 26,3 anni per i magistrali biennali.
Il 66,5% completa gli studi universitari in corso rispetto al 61,5% della media nazionale. Il voto medio di laurea è di 100,2 su 110 per i laureati triennali, di 107,9 per i magistrali e di 107,4 per i magistrali a ciclo unico. Il 55,6% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi, il 10,7% ha partecipato al programma Erasmus, rispetto al 9,8% di media nazionale, e il 69,3% ha lavorato durante gli studi. Infine, l’opinione dei laureati: l’89,9% è soddisfatto della relazione con il corpo docente, l’85,4% ritiene che il carico di studio sia adeguato alla durata del corso, il 75,7% valuta le aule come adeguate e il 91,2% giudica positivamente l’esperienza universitaria nel suo complesso.
