Samarate, Ferrazzi spalanca le porte del municipio. E pensa già ai nuovi assessori

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SAMARATE – Primo giorno in fascia tricolore per Alessandro Ferrazzi a Samarate. Smaltita l’adrenalina della vittoria del centrosinistra allargato dagli apparentamenti, la testa è già rivolta alla formazione della giunta. Ma prima di tutto, l’atto simbolico: porte spalancate in municipio. Lo aveva detto e ridetto in campagna elettorale, una promessa che è stata mantenuta fin da subito. Nei prossimi giorni i rappresentanti della coalizione (Partito Democratico e Samarate Città Viva, oltre a Samarate al Centro, Cinque Stelle e Samarate Insieme) si siederanno a tavolino con il primo cittadino per valutare la suddivisione delle cariche e le rispettive deleghe. Inevitabile sarà tenere conto non solo dei risultati personali ottenuti dai candidati. Ma anche del peso dei gruppi che – a seguito degli accordi siglati dopo il primo turno – hanno contribuito a spodestare il centrodestra. Su tutti, Luca Macchi e quel 14% dei centristi che ha letteralmente spostato gli equilibri. Al punto da meritarsi (almeno) la carica da vicensindaco.

La ripartizione dei posti

Sono diversi i nodi che si dovranno sciogliere. A partire dalla spartizione dei posti – che sono cinque, più il sindaco – in base alle liste. Il Pd è il primo partito di maggioranza ed esprime anche il primo cittadino. In tutta probabilità avrà almeno un altro esponente in giunta, scelta che potrebbe ricadere su Cristiana Zocchi come premio per l’ottimo risultato personale alle urne (117 preferenze, la seconda più votata in assoluto). Ma i dem potrebbero anche spuntarla per il secondo assessore. Se così fosse, si fa il nome di Rino Rigato, già assessore nella giunta di Vittorio Solanti.
Un altro posto spetta alla lista alleata fin dall’inizio, ovvero la storica Samarate Città Viva. Se si guardasse il numero di preferenze incassate (86) spetterebbe a Giovanni Borsani, che oltretutto esce da cinque anni da consigliere in minoranza. Ma facendo riferimento anche ai vincoli delle quote rose, Ferrazzi può scegliere fra ben due donne. Una è Cinzia Castiglioni, nome che gira molto come spendibile. Poi c’è Rama Ottini, su cui il sindaco ha già dimostrato di puntare. Lo ha fatto soprattutto in occasione del primo confronto organizzato dalla Bacheca civica di Samarate, quando ogni candidato è stato accompagnato da una donna presente nella rispettiva lista. Per il centrosinistra c’era, appunto, Ottini. Che si è distinta per avere la capacità di far parte della squadra del nuovo sindaco.

I posti per gli apparentati

Restano poi i tre posti in giunta da ripartire fra i gruppi apparentati. È scontato che per i Cinque Stelle toccherà ad Alessio Sozzi. Capitolo differente per Alessandro Cenci di Samarate Insieme: essendo la lista meno votata, non è ancora chiaro se verrà premiato con l’assessorato (si gioca il posto col Pd) oppure con il ruolo di consigliere delegato, sistema su cui Ferrazzi ha deciso di investire. Ed è probabile che anche altri consiglieri riceveranno una delega.
E poi c’è Samarate al Centro, che è diventata protagonista di queste Amministrative. Luca Macchi è il favorito per ricoprire la carica prestigiosa del presidente del consiglio comunale. Così facendo lascerebbe il posto in giunta che potrebbe essere ricoperto o dal figlio Davide, per permettergli di fare una nuova esperienza amministrativa, o più probabilmente da Alessandra Cariglino, che non solo è stata la più votata in assoluto con 121 preferenze ma vanta anche competenze maturate come vicesindaco di Leonardo Tarantino.

E i giovani?

La lista under 30 di Giovamenti è stata “sacrificata” sull’altare dell’apparentamento. Ma il primo cittadino non ha mai negato di voler coinvolgere le nuove generazioni nella vita amministrativa. Ecco perché potrebbero rientrare in gioco come staff, una sorta di “braccio destro” della giunta che fa da collante con la parte gestionale degli uffici. Inoltre, la freschezza delle ragazze e dei ragazzi potrebbero essere d’aiuto nel campo della comunicazione e dei rapporti con i cittadini.

Come cambia la maggioranza

Chiaramente il sindaco Ferrazzi avrà un ruolo chiave nelle decisioni. Molto dipenderà anche – come detto – dal rispetto delle quote di genere, visto che almeno due degli assessori devono essere donne. E gli scenari che si prospettano offrono al sindaco più opzioni per scegliere una squadra che sia un misto tra esperienza, competenza e forze fresche.
In ogni caso, la scelta dell’esecutivo avrà delle ripercussioni sulla formazione della maggioranza in consiglio comunale che si è delineata in base alle preferenze ottenute dai candidati eletti. È infatti evidente che entreranno in giunta persone che lasceranno un posto libero. Come nel caso dei pentastellati (starebbe quindi a Elisa Vania Bergo) e – se Cenci dovesse diventare assessore – toccherebbe anche ai civici di Si (il posto andrebbe a Rita Di Bari). Lo stesso vale per i centristi (farebbe il suo ingresso il primo dei non eletti Franco Trevisan).

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