D’accordo, Berlusconi era (è) Berlusconi. Contrapporlo nell’intitolazione di Malpensa a Cipriano Facchinetti è un po’ come rievocare il Carneade di manzoniana memoria. Ma il “chi era costui?” vale poco rispetto a una figura certamente importante, quanto dimenticata del primo Dopoguerra; importante non soltanto per la città di Busto Arsizio ma anche e soprattutto per essere stato, il senatore Facchinetti, un ministro della nascente Repubblica, politico che concorse addirittura per la nomina di primo presidente della nazione al posto di Enrico De Nicola. Insomma, non proprio un signor nessuno a scorrere la sua vasta esperienza pubblica e istituzionale.
Per Busto e, per Malpensa, Cipriano Facchinetti è allo stesso modo una sorta di nume tutelare, un cittadino tra i più illustri, fondatore assieme ad altri illuminati bustocchi dello scalo della brughiera, primo presidente della società che a quel tempo gestiva l’aeroporto. Chiamarlo in causa affinché Malpensa portasse il suo nome non è esattamente una esagerazione “da provinciali”. Si sa, invece, come vanno certe cose nel nostro Paese, soprattutto quando ci mette il becco la politica, che tutto dispone e tutto decide a seconda delle convenienze.
Facchinetti versus Berlusconi, in certi ambienti non esiste la gara. Anche se al passeggero che arriva dal Nebraska importa una cippalippa di mettere piede al “Berlusconi airport” piuttosto che nello scalo che porta il nome di chiunque altro. Il primo cartello toponomastico che incontra uscendo dal Terminal 1 è quello di Ferno , ma lui è convinto di trovarsi a Milano. Il problema è secondario rispetto alla funzionalità dei decolli e degli atterraggi, ma è tutt’altro che insignificante per il territorio che ospita le piste. E, con le piste, tutti gli effetti indotti che esse comportano, quelli positivi e quelli negativi.
Per la provincia di Varese e per la vasta area che fa riferimento a Malpensa, il riconoscere il valore di Facchinetti sarebbe stata una promozione indotta, certamente non decisiva, comunque capace di sottolinearne i meriti storici e dell’attuale, difficile ospitalità dello scalo. Pazienza, dovremmo dire, adesso che Matteo Salvini ha annunciato in pompa magna il nome del Cavaliere. Pazienza? Rimediarvi è impossibile. I tifosi di Facchinetti, il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli e gli esponenti del gruppo civico Busto al Centro tra i primi, se ne faranno una ragione.
Così come se la farà il territorio, accontentandosi, se la politica lo vorrà, che all’ex ministro del governo De Gasperi venga dedicato il Terminal 2, quello delle origini. Una diminuzione rispetto alla partita più importante. Regalino che segnalerebbe come il territorio conti poco o niente per chi sta più in alto; incapace, il territorio, di imporsi e, soprattutto, di fare squadra con un’azione collettiva rispetto a tutti i problemi di Malpensa. Che vanno oltre un nome, ma che incidono in modo pesante sulla qualità della vita di tutti.
L’aeroporto di Malpensa intitolato a Silvio Berlusconi. L’annuncio di Salvini
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