Tour de France, tappa a Carapaz. Pogacar rafforza il suo primato in classifica

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Richard Carapaz

Dopo la gioia della maglia gialla per un giorno, quella della vittoria per Richard Carapaz che completa il trittico dei successi di tappa in tutti i Grandi Giri. E dopo tanti attacchi e tentativi, una bella gioia anche per la EF nella frazione numero 17 del Tour de France, da Saint-Paul-Trois-Chateaux a Superdevoluy di 177,8 chilometri, con l’ecuadoriano protagonista di un contrattacco vincente sul Col du Noyer che gli ha permesso di tagliare in solitaria il traguardo con oltre mezzo minuto su Simon Yates (Jayco AlUla) e quasi un minuto su Enric Mas (Movistar).

Nel gruppo maglia gialla, che solo nel finale oggi ha lasciato andar via la fuga, Tadej Pogacar ha compiuto un’altra accelerata delle sue ma è stato poi raggiunto da Jonas Vingegaard e Remco Evenepoel il quale ha approfittato della situazione per distanziarli poi di poco sul traguardo.

LA TAPPA

Registrate le non partenze di Phil Bauhaus (Bahrain-Victorious) e Elmar Reinders (Jayco AlUla), la tappa prende avvio in maniera frizzante fin da subito con il vento che tiene in allerta diverse squadre e le spinge a impostare un’andatura molto elevata. Ciò fa sì che, per diversi chilometri, nessun tentativo di fuga riesca ad andare in porto ma, alla fine, in uno dei tanti rimescolamenti Magnus Cort (Uno-X), Romain Gregoire (Groupama-FDJ), Tiesj Benoot (Visma Lease a Bike) e Bob Jungels (Red Bull-BORA) prendono il largo. Alle loro spalle, provano (senza fortuna) ad agganciarsi in tantissimi, da van Aert a Healy, e così si prosegue a strappi e con un ritmo forsennato che fa male a Fernando Gaviria, Alexey Lutsenko e Sam Bennet, tutti costretti al ritiro. Il quartetto, nonostante i molteplici scatti in gruppo per cercare di ricucire, transita quindi al traguardo intermedio di Veynes con poco più di un minuto sul gruppo che viene regolato dalla maglia verde di Girmay su Philipsen. A questo punto, accelerazione dopo accelerazione, il plotone arriva a spezzarsi e, mentre il troncone comprendente la maglia gialla e i big della generale tira i remi in barca, 43 uomini si lanciano all’inseguimento dei contrattaccanti: Christophe Laporte, Wout van Aert (Visma), Pavel Sivakov, Marc Soler (UAE), Simon Yates, Christopher Juul Jensen, Michael Matthews, Luka Mezgec (Jayco), Laurens De Plus, Geraint Thomas (Ineos), Julien Bernard, Ryan Gibbons, Toms Skujins, Jasper Stuyven (Lidl-Trek), Bruno Armirail, Dorian Godon (Decathlon-Ag2r), Jack Haig, Matej Mohoric, Wout Poels (Bahrain), Jan Hirt (Soudal), Nico Denz, Marco Haller (Red Bull), David Gaudu, Stefan Küng, Quentin Pacher, Valentin Madouas (Groupama-FDJ), Richard Carapaz (EF), Harm Vanhoucke (Lotto), Stephen Williams (Israel), Guillaume Martin (Cofidis), Enric Mas, Alex Aranburu (Movistar), Kevin Vauquelin, Raul García Pierna, Cristian Rodríguez (Arkea), Louis Meintjes, Georg Zimmermann (Intermarche), Romain Bardet, Warren Barguil, Oscar Onley (dsm-firmenich), Harold Tejada (Astana), Jonas Abrahamsen, Odd Eiking, Johannes Kulset (Uno-X), Stef Cras, Sandy Dujardin e Jordan Jegat (TotalEnergies). Alcuni di questi, sul Col Bayard (la prima salita di giornata), perdono subito contatto mentre Martin e Madouas evadono da soli e si lanciano in caccia del quartetto.

Il ricongiungimento va a buon fine ma solo sulle pendenze del Col du Noyer, erta dove da dietro prendono il largo Simon Yates e, in seconda battuta, Carapaz e Williams. Il britannico della Jayco ricuce sui sei al comando e poi allunga in solitaria ma dopo poco viene raggiunto dal campione olimpico il quale, sbarazzatosi del gallese della Israel, a -1,8km dalla cima provvede a sua volta ad allungare sul vincitore della Vuelta 2018. L’azione si rivela vincente perché, pur scollinando con soli 13” di vantaggio su Yates e 36” su Enric Mas (poi 3° al traguardo), in discesa e sulla salita conclusiva verso Superdevoluy Carapaz incrementa il margine e così, dopo averla tanto cercata, arriva finalmente a mettere le mani sulla prima vittoria di tappa in carriera al Tour. Dietro però non stanno tranquilli perché Pogacar, intravedendo un Vingegaard non al massimo, allunga sul finale della penultima ascesa arrivando a mettere un discreto margine fra sé e il danese che, sorprendentemente, viene superato anche da un eccellente Remco Evenepoel. Provvidenziale però, in discesa, per il bicampione uscente si rivela il lavoro di Laporte che consente di riprendere il primo e il terzo della generale. Quest’ultimo, tuttavia, non ci sta e verso il traguardo inscena un altro allungo che, anche grazie al contributo di Hirt (trovato lungo la strada), gli frutta 12” sull’alfiere della Visma Lease a Bike e 10” su un Pogacar che, con grande cinismo, grazie a una volata lunghissima va a prendersi altri due secondi sullo scandinavo.

Non cambiano dunque le posizioni di vertice in classifica generale dove ora Pogacar comanda con 3’11” su Vingegaard e 5’09” su un Evenepoel che, forte di una condizione in crescita e un vantaggio di 8’21” su Carlos Rodriguez, avvicina sensibilmente la conquista della maglia bianca di miglior giovane.

CLASSIFICA GENERALE

  1. Tadej Pogacar (SLO/UAE Emirates) – 70:21:27
    2.Jonas Vingegaard (DAN/Visma-Lease a Bike) a 33:11
    3. Remco Evenepoel (BEL/Soudal-Quick Step) a 5:09
    4. João Almeida (POR/UAE Emirates) a 12:57
    5. Mikel Landa (SPA/Soudal-Quick Step) a 13:24
    6. Carlos Rodríguez (SPA/Ineos Grenadiers) a 13:30
    7. Adam Yates (GBR/UAE Emirates) a 15:41
    8.Giulio Ciccone (ITA/Lidl-Trek) a 17:51
    9. Derek Gee (CAN/Israel-Premier Tech) a 18:15
    10. Santiago Buitrago (COL/Bahrain-Victorious) a 18:35

Articolo a cura di Tuttobiciweb.it

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