Sacco azzurro a Busto, Fiore: «Tolleranza, prima delle sanzioni». E il bar: «Tari +40% in 8 anni»

BUSTO ARSIZIO – «I sei mesi di tolleranza dovevano essere un periodo educativo, invece andava tutto come prima. Poi Agesp ha girato la chiave e da un giorno all’altro sono diventati tutti incivili, delinquenti e stronzi?». Non ci sta, il consigliere comunale del gruppo misto Emanuele Fiore, di fronte alla situazione della raccolta rifiuti, tema caldo dell’estate di Busto Arsizio. La sua proposta, alla vigilia del consiglio comunale “balneare” del 31 luglio, è chiara: «Si torni al periodo di tolleranza, ammettano di aver sbagliato e si attrezzino per dare informazione ai cittadini e cercare di capire dove stanno i problemi».

Il barista

Fiore convoca i giornalisti, affiancato dal suo predecessore Giuseppe Ferrario, al bar New Life dei Santi Apostoli. Il cui titolare è spaesato di fronte alle novità della raccolta della spazzatura: «Non ho ancora capito se il chip serve per identificare di chi è il sacchetto o per pagare di più la spazzatura, ma so solo che otto anni fa la Tari mi costava 1050 euro, mentre l’ultima l’ho pagata 1480 euro». Il 40% in più, con un aumento di 140 euro solo rispetto all’anno passato. In più si aggiunge il problema del ritiro quindicinale, con la necessità di trovare uno spazio per collocare la spazzatura che si accumula, e della dotazione di sacchi ritenuta insufficiente, anche perché nei cestini i clienti non differenziano.

Più informazione

E allora Fiore insiste sul tema. «Agesp ha sbagliato a fissarsi e a non ritirare – sostiene il consigliere – adesso c’è spazzatura ovunque, a partire dal centro. E per ritirarla di fatto si fa comunque un doppio giro. Una follia». Le sanzioni per Fiore «non sono la soluzione. A maggior ragione se poi gli importi vanno versati alla Provincia. Credo sia giusto passare alla tariffa puntuale, ma contesto che siano tutti diventati incivili più di prima, ci sarà anche qualcuno che semplicemente non ha capito?» E allora bisogna riprendere a informare i cittadini: «Perché non solo loro non sono pronti, anche Agesp non lo è, lo dimostra la situazione al centro multiraccolta – attacca Fiore – sono stati definiti delinquenti, incivili e stronzi. Ma c’è anche tanta gente che va informata ed educata».

Le domande

Tutte questioni che il consigliere del gruppo misto porterà in aula consiliare. «Come per il caro mense, dove poi nei fatti la mia mozione è stata approvata, hanno provato a far saltare la discussione su un tema così sentito dai cittadini». Con lui e Ferrario a discuterne c’è anche Paola Gandini, presidente di Legambiente BustoVerde, che condivide la necessità di «campagne informative mirate» per i cittadini e ricorda che «il problema dell’abbandono c’era già nell’area sperimentale di Sant’Edoardo, anche se la raccolta puntuale aveva funzionato bene. Mancava già allora l’ultimo pezzo del puzzle, il controllo: ad esempio se uno è residente perché non ritira i sacchi?». E c’è l’ex consigliere M5S Luigi Genoni: «L’equivoco della raccolta puntuale è già nella sua definizione: non si pesano i sacchetti, ma si contano». E si chiede: «Negli enti pubblici, nelle scuole è stato fatto un piano di informazione sulle nuove modalità di raccolta?».

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