LUINO – La valorizzazione della frazione luinese di Voldomino può passare da via Asmara, e in particolare dall’edificio che attualmente ospita l’ufficio del Giudice di pace e la Comunità Montana Valli del Verbano, che però in futuro farà ritorno a Villa Walty (nei pressi del centro di Luino), già sede dell’ente di secondo livello. E proprio in via Asmara resteranno parecchi spazi vuoti.
«Puntare sui servizi»
In quegli spazi potrebbero trovare posto dei servizi importanti per i cittadini e oggi situati in posizioni decentrate, come ad esempio la farmacia comunale di piazza Aldo Moro, le Poste, gli uffici dell’Agenzia delle entrate. La proposta è stata lanciata dal consigliere di minoranza Furio Artoni durante l’ultima seduta di consiglio comunale.
Spostare la farmacia: pro e contro
E sul punto ha risposto per primo il sindaco Enrico Bianchi: «Spostare la farmacia comunale è una opzione che abbiamo già valutato, con tutti i pro e contro. In via Asmara avremmo più parcheggi e locali più ampi, ma togliere il servizio da piazza Moro, dopo quarant’anni, significherebbe trasformare la piazza in un non luogo». Quanto alle altre possibilità per gli uffici di via Asmara, le valutazioni restano aperte, e il primo cittadino ha aggiunto alla lista anche gli istituti tecnici superiori, con l’ipotesi di offrire alle scuole di formazione degli spazi su cui investire.
Costi e presidio per la giustizia
Per Artoni è centrale anche il tema dei costi di gestione della sede di via Asmara. Costi che quando la Comunità montana uscirà di scena resteranno a carico del Comune. Ci sarà tempo per pensarci, visto che il contratto che lega la Comunità montana alla struttura scadrà nel 2027. Già adesso però, sempre dai banchi della minoranza, il consigliere ed ex sindaco Andrea Pellicini sottolinea un altro aspetto da non trascurare: «L’ufficio del Giudice di Pace nel 2025 acquisirà più competenze, recuperando quelle delle vecchie preture. E’ fondamentale continuare a difendere il presidio, come già fatto in passato, nel 2011, mantenendo la sede locale anche a fronte della riforma che ha favorito il trasferimento delle sedi nei tribunali».
