Sumirago e la querelle in Fratelli d’Italia, Romano: “Maggioranza surreale”

sumirago fratelli romano
Il consiglio comunale di Sumirago in una foto di repertorio

Egregio Direttore,
mi permetto di scriverLe in quanto credo doveroso chiarire la mia posizione in Consiglio Comunale in rispetto di chi ha votato la lista Meloni – Noi per Sumirago e di chi lavora costantemente per essa.

La decisione di non partecipare alla discussione in Consiglio sull’interrogazione presentata dalla maggioranza è frutto di una direttiva di partito giunta direttamente dal vertice provinciale di Fratelli d’Italia che ha chiesto espressamente al Gruppo Consiliare di non intervenire sull’interrogazione della maggioranza e ancor di più dal profondo rispetto che nutro verso l’istituzione del Consiglio Comunale, luogo in cui sono rappresentati tutti i cittadini e il cui unico scopo è, e deve essere, quello di dirimere problemi di carattere amministrativo.

L’interrogazione presentata dalla maggioranza non conteneva alcun elemento di carattere amministrativo con l’unico scopo di porre l’accento su una questione interna al partito di riferimento del nostro Gruppo Consiliare.

Appare surreale che la maggioranza si affanni nel cercare di porre un freno all’attività di Meloni Noi per Sumirago, e non il viceversa, ed è ancora più surreale che Cittadini per Sumirago debba ricorrere a questi “mezzucci”, cavalcando delle dichiarazioni estranee all’attività amministrativa per inscenare un dibattito in Consiglio Comunale.

Tutto ciò, per il sottoscritto e per tutte le persone che lavorano costantemente per il Gruppo Meloni – Noi per Sumirago, è motivo di conforto e di profondo orgoglio, significa che stiamo lavorando e stiamo lavorando bene.

Nell’ultima seduta consiliare abbiamo assistito a una interrogazione ammessa che non era ammissibile e a un dibattito che non andava fatto con Cittadini per Sumirago che si appella al voto non conforme all’interno di un gruppo di opposizione. In questi due anni qualche voto di dissenso vi è stato anche in maggioranza, segno di qualche divergenza su alcuni temi o segnali inviati verso una parte della maggioranza che guarda più a sinistra ma di questo non abbiamo fatto un dramma.

In conclusione Direttore, per darLe un’idea della portata della vicenda la lascio con questo interrogativo: il voto difforme all’interno di un gruppo di opposizione composto da soli due consiglieri comunali quanto può incidere sui lavori consiliari o sull’approvazione di un atto amministrativo?

La domanda la pongo a Lei e, indirettamente, alla maggioranza che governa Sumirago.

La ringrazio per la cortese attenzione.

Stefano Romano
capogruppo consiliare lista Meloni – Noi per Sumirago

***
Vede, egregio signor Romano, a mio modesto avviso il problema non è tecnico, sull’ammissibilità e sull’opportunità di una interrogazione, ma è politico. Riguarda i rapporti interni di un circolo di Fratelli d’Italia, quello di Sumirago, nel quale, una parte dei suoi esponenti ha messo in discussione la sua personale leadership. Questo è il punto che bisognerebbe chiarire, a beneficio soprattutto di chi ha votato per la lista e della stessa opinione pubblica sumiraghese: tutti hanno il diritto di capire che cosa succede in un partito che s’è candidato a governare il Comune. In quanto al resto, nonostante le ragioni che Lei sottolinea, finisce soltanto per sviare l’attenzione dal vero nocciolo della questione. (Vincenzo Coronetti)

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Sumrago fratelli romano – MALPENSA24

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