Immigrato morto in un parco a Canegrate, i Carabinieri cercano chi era con lui

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LEGNANONé omicidio volontario né suicidio, ma molto probabilmente un malore. Sarebbe questa la causa della morte del nordafricano il cui corpo senza vita è stato trovato nelle prime ore di sabato 27 luglio nel parco pubblico di via Marconi a Canegrate.

Vittima di un malore

A una decina di giorni dall’accaduto, l’autopsia ha escluso che la morte dell’uomo, un tunisino di 38 anni, sia avvenuta intenzionalmente per mano di altri, come per sua volontà. Hanno trovato quindi conferma le conclusioni tratte dai primi rilievi effettuati sul corpo, secondo cui i tagli superficiali che presentava alle braccia non possono aver causato il decesso, ma erano dovuti alla caduta sui cocci di vetro sparsi sul terreno.

Fra le ipotesi, l’omicidio preterintenzionale

Quello che stanno ora cercando di verificare gli inquirenti è la presenza o meno sul luogo di altre persone al momento del malore fatale che ha colto l’uomo, che è stato accertato aveva abusato di alcol e assunto stupefacenti. Nel caso in cui il tunisino non fosse stato solo, non si esclude un gesto, come un colpo o una spinta, ad opera di una o più persone che l’avrebbero fatto cadere, senza che l’uomo potesse più rialzarsi.

Gli investigatori sembrano sicuri del fatto che, prima di morire, l’uomo sia stato coinvolto in una colluttazione: l’ipotesi di accusa, in questo caso, sarebbe l’omicidio preterintenzionale. Se invece l’uomo si è accasciato dopo essere stato colto da un malore, chi si trovava con lui dovrebbe rispondere di omissione di soccorso, dal momento che non si esclude che un rapido intervento dei sanitari avrebbe potuto salvargli la vita.

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