Multe per il disco orario nella Busto semideserta d’estate. «Città di Tafazzi»

BUSTO ARSIZIO – «Multe per il disco orario scaduto di un quarto d’ora quando ci sono decine di parcheggi liberi per tutti. Perché accanirsi in piena estate?». La domanda è di Alberto Amato, cittadino di Busto Arsizio che ha assistito a questa scena – ausiliari del traffico che controllano la scadenza del disco orario in una città semideserta – e ha deciso di lanciare una reprimenda social chiedendosi se Busto è la “città dei Tafazzi“. Ma anche: «Perché non si indignano i commercianti del centro e non? Sono masochisti o assuefatti al sistema?».

Niente parcheggi gratis, ma multe

A Gallarate nella settimana di Ferragosto è ormai da anni invalsa l’abitudine di lasciare gratuita la sosta sui parcheggi a strisce blu per incentivare l’accesso al centro in un periodo di scarsa frequentazione per via delle ferie estive. A Busto Arsizio non si fa più, e addirittura, come contesta Alberto Amato (nella foto), «la parte sanzionatoria non va in vacanza». E racconta di «ausiliari del traffico che controllano la scadenza del disco orario per sanzionare auto in sosta dove ci sono decine di parcheggi liberi utilizzabili per tutti». Di qui le domande: «Perché sanzionare un disco orario scaduto di un quarto d’ora se ci sono tanti posti liberi e disponibili per tutti? Perché voler fare cassa a scapito dei pochi che si recano in centro per bere un caffè o mangiare un gelato? Giusto farlo quando la città ha ripreso a pieno regime. Perché accanirsi ora?». Proprio quando la città «offre la possibilità di essere vissuta in maniera tranquilla e senza assilli particolari nel trovare parcheggio per recarsi in centro a fare una passeggiata o a bere un caffè».

La reprimenda politica

Alberto Amato è un cittadino politicamente impegnato. Di centrodestra – è stato candidato con la lista di Gigi Farioli “Forza Busto” alle ultime amministrative e poi ha fatto campagna elettorale per Fratelli d’Italia nelle tornate successive (appoggiando Martignoni alle regionali e Mantovani alle europee) – ma critico con l’attuale amministrazione. Infatti dopo essersi posto quelle domande sull’accanimento degli ausiliari del traffico nella Busto semideserta in piena estate, aggiunge: «Mi viene da pensare che l’amministrazione comunale non ha a cuore i suoi cittadini». E la reprimenda si fa politica: «Perché non si indignano i commercianti del centro e non, per la perdita di clienti che tra stalli di sosta a pagamento, piste e corsie ciclabili che ne tolgono di ulteriori, pedonalizzazione in progetto e in esecuzione, scelgono e giustamente, di recarsi ai centri commerciali dei Paesi limitrofi?». Amato si chiede anche se «sono masochisti o assuefatti al “sistema”» visto che «nessuno obietta più». E arriva a dire che «Busto è diventata la città dei nastri da tagliare e degli spot di visibilità. E nessuno se ne lamenta più. Purtroppo». Vedremo dopo l’estate.

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