CAIRATE – Si cerca, ma non si trova l’arma del delitto di via Mascheroni. Nemmeno con il supporto di Douglas Carolo, uno dei due giovani ancora in carcere per l’assassinio di Andrea Bossi, il 26enne ammazzato con un unico fendente alla gola la notte tra il 26 e il 27 gennaio scorso nella sua abitazione.
Ago nel pagliaio
Si cerca un coltello, ma è come risalire a un ago nel pagliaio visto che sono ormai passati mesi e la lama che ha reciso la vita di Bossi non si trova. Eppure Douglas Carolo, il complice di Michele Caglioni, anche ieri, mercoledì 20 agosto, ha dato indicazioni a carabinieri, polizia penitenziaria e procuratore aggiunto su dove potrebbe essere stata sepolta la lama del delitto.
Ricerca vane. Ma che riprenderanno nei prossimi giorni. Trovare quel coltello è un passaggio fondamentale per la ricostruzione precisa di come sono andate davvero le cose nell’abitazione di via Mascheroni a Cairate. Anche se gli inquirenti hanno presente il quadro dell’omicidio.
