Scoperchiato l’ex Palaghiaccio di Busto. «Le travi? Salvate per riutilizzarle»

BUSTO ARSIZIO – È stato completamente scoperchiato lo scheletro del mai compiuto Palaghiaccio di Beata Giuliana. Sono rimasti in piedi solo i piloni, che dovranno essere allungati per sostenere la nuova copertura del Palaginnastica, la struttura che grazie anche ai fondi PNRR sorgerà sulle ceneri dello “scheletro” rimasto abbandonato per 12 anni. «Ma le travi sono state salvate» fa sapere il sindaco Emanuele Antonelli.

Il cantiere

Un altro passo avanti importante per il cantiere più atteso tra quelli del PNRR in corso a Busto Arsizio. Dopo la cantierizzazione nel mese di giugno, con l’area recintata, è tra la fine di luglio e i primi di agosto che uomini e mezzi dell’impresa CGM Costruzioni di Castellanza, aggiudicataria del maxi-appalto da 10 milioni di euro, sono entrati nel vivo dei lavori. Prima è stato tolto il tetto, poi le maxi-travi in legno che reggevano la copertura e che erano diventate, con le loro arcate rivolte verso il basso, un simbolo riconoscibile di un’opera che rimarrà per sempre incompiuta.

Il destino delle travi

Per ora le travi sono state messe da parte, ma per essere un domani riutilizzate, come era stato preannunciato ai tempi dell’avvio del cantiere di via Minghetti. Ancora non si sa precisamente in quale modo, come rivela il sindaco Emanuele Antonelli, ma l’idea concordata con la CGM Costruzioni è quella di poterle in futuro riconvertire per arredare il parco che sorgerà attorno al Palaginnastica, sull’area dell’ex Campus sportivo che arriva fino a viale Stelvio.

Busto, lo scheletro da Palaghiaccio a Palaginnastica. Ma le travi potrebbero “salvarsi”

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