GALLARATE – «Smascheriamo le fake news su via Curtatone». Il bosco di Gallarate che il comitato – insieme ai giovani attivisti – sta difendendo da mesi conta alberi secolari? «Ecoballe dei finti ambientalisti», denuncia il sindaco Andrea Cassani. Che torna sulla questione con l’intenzione di non retrocedere di un millimetro e con un video che presenta alcune immagini recuperate dagli archivi di Regione Lombardia. Mostrano, dall’alto, come è cambiata negli anni l’area: «Un bosco secolare che cinquant’anni fa non esisteva».
Le «ecoballe»
Nel video compaiono quattro immagini (nella foto in alto) di periodi diversi, ciascuna con una didascalia per smontare l’idea degli «alberi secolari» nel bosco di via Curtatone: 1954 («campi coltivati, zero bosco»), 1975 («campi coltivati, nessun bosco 49 anni fa»), 1998 («campi incolti ricoperti da vegetazione») e 2015 («alberi su terreno privato abbattuti senza proteste»). Un bosco che, prosegue, «solo nove anni fa, per metà, era stato raso al suolo, sotto l’amministrazione di sinistra in cui l’assessore all’Ecologia era Cinzia Colombo. Che ora è lì a manifestare». Per poi passare alla questione faunistica: «Dicono anche che è “ricco di animali”, ma in un mese non hanno trovato né un nido, né un riccio, né altri animali. Solo insetti».
La lotta ambientalista
L’amministrazione comunale appare dunque decisa a proseguire e ha già comunicato alla prefettura le proprie intenzioni che non sono mutate rispetto agli obiettivi iniziali. Nel frattempo il presidente della Commissione Lavori pubblici Belinda Simeoni è pronta a convocare – così come richiesto dalle opposizioni – una seduta dedicata al Gr0w29 e in quell’occasione è chiaro che verrà affrontato anche il tema ambientale che da un mese ormai è al centro delle cronache. Intanto, gli ambientalisti del Comitato non si vogliono arrendere. In una nota riassumono tutti i momenti del presidio. Ribadendo che «le azioni di monitoraggio e protesta» portate avanti «hanno l’obiettivo di proteggere il patrimonio arboreo della nostra città». E ancora: «È inaccettabile che il diritto alla manifestazione pacifica e all’espressione del dissenso venga ostacolato da comportamenti intimidatori e provocatori da parte di chi dovrebbe garantire la sicurezza». Concludono: «Siamo profondamente preoccupati per la gestione dell’ordine pubblico e per il modo in cui viene trattata la situazione del bosco. Il presidio si è svolto pacificamente per due settimane e, subito dopo l’incontro con l’amministrazione comunale, abbiamo assistito a una serie di interventi di polizia che sembrano essere una risposta diretta a quell’incontro». La questione del bosco «è fondamentale che sia gestita con dialogo e rispetto dei diritti fondamentali, piuttosto che con misure repressive che alimentano solo tensioni».
La replica di Zanzi
In una delle sue dirette social, Cassani ha chiamato in causa anche l’ex vicesindaco di Varese, Daniele Zanzi («Pensasse a fare bene la sua professione ed evitasse di fare politica in altri Comuni», ha detto il sindaco gallaratese). La replica non si è fatta attendere: «Il sottoscritto è inadatto a fare la politica, quella politica che però intende e fa il Cassani e con lui molti altri amministratori pubblici, senza distinzione di colore politico e appartenenza. Sono fiero di non aver mai esposto, come fatto dal Cassani, il dito medio in risposta ai manifestanti; in ciò dimostrando la considerazione che ha dei suoi concittadini, il suo stile e la sua educazione umana e civile». E ancora: «È una medaglia che mi appunto al petto, la citazione di incapacità a fare questo tipo di politica che oggi impera e che allontana i cittadini dalla vita civile».
Il sostegno al presidio
Nei giorni scorsi diversi politici hanno fatto visita al presidio di via Curtatone. Come il deputato Devis Dori (Europa Verde) e il senatore Tito Magni (Alleanza Verdi Sinistra).

Ma anche la consigliera regionale di Patto Civico Michela Palestra («Siamo al fianco del comitato e dei tanti cittadini che chiedono all’amministrazione di aprire un dialogo, un tavolo di confronto per scongiurare il taglio degli alberi in questo periodo così delicato per l’avifauna e verificare la possibilità di fare scelte diverse nella realizzazione del progetto con lo scopo di limitare il danno ambientale. Richieste più che ragionevoli a cui fa eco un silenzio assordante»), oltre a una delegazione di Varese Possibile guidata da Walter Girardi della segreteria nazionale («Siamo venuti anche e soprattutto per ascoltare ma anche per avanzare proposte concrete affinché si trovi una mediazione con l’amministrazione comunale di Gallarate come rilanciato anche da Legambiente Lombardia. Amministrazione comunale che non ha il minimo rispetto per i presidianti e che sono oggetto di uscite e dichiarazioni non proprio felici per usare un eufemismo da parte del sindaco Cassani») e dalla portavoce Sofia Mason. Per domenica, 8 settembre, alle 10, è prevista anche la visita della senatrice Elena Sironi (Movimento Cinque Stelle), membro della Commissione Ambiente del Senato.
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