Sieco, il recesso è legittimo? Lega Cassano: «Tenuti all’oscuro»

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GALLARATE – E’ ancora una volta la Lega di Cassano Magnago a rendere pubblici documenti su Sieco che l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pietro Ottaviani non ha mai voluto mostrare. Dopo i risultati della due-diligence realizzata dalla società di Bologna Paragon Business Advisors e la lettera attraverso cui l’au della società di gestione dei rifiuti, Fabio Giordani, informa sull’inevitabile aumento delle tariffe per i cassanesi, ecco l’atto ufficiale indirizzato a Sieco con cui il Comune di Cassano Magnago «formula dichiarazione di recesso dal contratto in oggetto». 

E’legittimo? 

Il documento risale al 19 giugno del 2023 e il capogruppo del Carroccio Massimo Temporiti solleva dubbi di legittimità. «La legge ha riservato alla competenza esclusiva dell’organo consiliare ogni determinazione» in merito «all’affidamento diretto a società in-house per le partecipate dall’Ente». In una lettera ufficiale inviata nei giorni scorsi al sindaco, agli assessori e al segretario comunale, il consigliere comunale della Lega stila un lungo elenco di riferimenti normativi per dire che «Non è pertanto proceduralmente attivabile il recesso da parte degli Uffici Comunali per tramite della lettera inviata alla società Sieco, non è proceduralmente corretto non aver informato i consiglieri comunali dal 19 giugno ad oggi, né tantomeno, la mancanza di un atto politico valutato e votato dal consiglio comunale».

Sieco in Commissione

La Lega alza insomma la posta in gioco alla vigilia della Commissione convocata per domani sera alle 20 in municipio sulla questione Sieco dopo la decisione della maggioranza di non rinnovare il contratto per la gestione dei rifiuti e ottenere – come conseguenza – la clamorosa cacciata dagli altri Comuni soci (Brunello, Cairate, Carnago, Caronno Varesino, Castelseprio, Gazzada Schianno e Lonate Ceppino) proprio dalla società che la città di Cassano Magnago ha creato 24 anni fa.
«Una riunione – sottolinea Temporiti – senza documenti consegnati  ai consiglieri, con all’oggetto una relazione che non si sa da chi verrà fatta e “dimenticandosi” che tutta questa vicenda doveva essere stata sottoposta alle deliberazione del consiglio comunale, cosa che non é mai avvenuta in tutti questi mesi.  Si scopre solo ora che a giugno 2023 fu il Comune, per tramite della funzionaria, a recedere, ovviamente all’insaputa dei consiglieri, in forza di un’ipotetica richiesta di Sieco, tenuta “nascosta” anche questa».

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