CASSANO MAGNAGO – Ha un prezzo, che si ripercuoterà sulle tasche dei cittadini cassanesi, la decisione del sindaco Pietro Ottaviani di non rinnovare a Sieco il contratto per la gestione dei rifiuti e di farsi cacciare dai Comuni soci dalla società che proprio il Comune di Cassano Magnago ha creato 24 anni fa. Nell’attesa che l’amministrazione comunale trovi un altro gestore, i costi lieviteranno del 10 per cento. E siccome la peculiarità della Tari è quella di essere un’imposta che deve raggiungere il pareggio di bilancio, cioè l’importo raccolto dal Comune deve esattamente coprire i costi, «sono costi che pagheranno i cittadini di Cassano Magnago».
Il nuovo tariffario
A denunciarlo è la Lega, partito d’opposizione in città, che tramite il capogruppo Massimo Temporiti continua a chiedere documenti con l’obiettivo di vederci chiaro in una vicenda avvolta da troppi punti opachi. In particolare chiede il nuovo tariffario. «Dubito che la Sieco non lo abbia ancora inviato all’Amministrazione Comunale», dice il leghista. «Posso dedurre che le corrispondenze “lucchettate” in Albo Pretorio dal 5 agosto, potrebbero riferirsi a tale documentazione. Pertanto ho chiesto di riceverle al fine di svolgere il mio ruolo di consigliere comunale. Duole davvero constatare come questa vicenda sia stata gestita in modo “nebuloso” da questa amministrazione, promettendo di indire Commissioni ad hoc, mai di fatto convocate, rilasciando dichiarazioni rassicuranti per poi giungere a questo epilogo, con il dubbio, non solo mio, che quanto richiesto a noi consiglieri di votare in merito ai Bilanci possa non sempre corrispondere alla reale situazione di fatto».
Gli aumenti
Alcune risposte si possono trovare in una lettera, datata proprio 5 agosto, in cui l’amministratore unico di Sieco Fabio Giordani informa il Comune di Cassano Magnago che i soldi inviati dall’ente per garantire la continuità del servizio non sono sufficienti («la somma versata deve considerarsi come mero acconto») e che i costi sono aumentati a partire dalla data del 30 luglio scorso per un importo percentuale che la Lega ha stimato in circa il 10 per cento. «Non possono più essere applicate – scrive infatti l’au di Sieco – le condizioni economiche previste per il servizio erogato secondo il modello dell’ “in house providing”. Secondo le nostre stime, in base all’andamento del mercato nonché alla luce delle prestazioni che verranno effettivamente eseguite per garantire le attuali condizioni di servizio, l’importo annuo da corrispondere sarà pari ad 2.92 milioni. Del resto, il summenzionato costo risulta perfettamente in linea rispetto alla media di mercato regionale, come peraltro correttamente evidenziato dai vostri consulenti di Paragon. L’importo così determinato sarà, pertanto, applicato a decorrere dal 30 luglio 2024 e fino all’affidamento del servizio al nuovo gestore».
«Con numeri così assurdo farsi cacciare». Lega Cassano svela la due diligence Sieco
