«Il sindaco di Cassano ci diceva di non creare panico. Ora vuole i conti di Sieco?»

Cassano sieco Mimmo Mottura

Un po’ di cronistoria “Rifiuti Cassano Magnago”

Nel 1999 l’amministrazione decide di iniziare la raccolta differenziata e di stabilire le tariffe secondo la produzione stimata di rifiuti in attuazione al Decreto Ronchi.

Con l’arrivo delle prime bollette, alcuni utenti si accorgono di dover pagare importi elevati. Nasce un Comitato. Un consigliere comunale di maggioranza si prende carico di verificare tutte le bollette dei cittadini e delle aziende e propone dei nuovi coefficienti più equi. Questo in linea con i dettami della legge che permette di variare i coefficienti purché supportati da una analisi.

Le nuove bollette eliminano le grandi discrepanze e anche il Comitato non prosegue nella sua battaglia.

La gestione dei rifiuti è in capo alla propria Società CMS.

A fronte di nuove normative europee, la gestione dei rifiuti passa dalla CMS alla SIECO. Una società nata dalla volontà della amministrazione comunale a cui hanno aderito due Comuni della provincia di Varese.

Uno dei punti cruciali della gestione della Sieco, per quanto riguarda il servizio gestito per il comune di Cassano Magnago, è nel recupero dei crediti che in gergo si dicono inesigibili. Ovviamente, essendo le tariffe calcolate per coprire il cento per cento delle spese, i mancati introiti possono mettere in crisi la copertura dei costi. Vi è da considerare che tra i costi c’era il canone annuale da pagare alla CMS per l’uso del capannone. E da qui i dubbi che hanno portato, nell’ultimo periodo, a parlare molto dei bilanci di Sieco. Allo stato attuale, stando alle dichiarazioni della Sieco, i conti sono andati tutti a posto.

La Società, nel corso degli anni si è evoluta ed oggi ha come soci sette Comuni oltre, o forse è meglio dire, senza contare il comune di Cassano Magnago.

Questo perché il Comune, alla scadenza del contratto, ha deciso di non sottoscriverne uno nuovo ma di fare una proroga. La raccolta dei rifiuti è un servizio fondamentale e una amministrazione non dovrebbe aspettare l’ultimo giorno per fare una proroga, anche perché la scadenza era nota da tempo. Se non si voleva più usufruire dei servizi della società bastava, nel corso dell’anno 2023, indire una gara per avere un nuovo gestore.

Ma nonostante questo, alla fine di marzo il Comune fa una seconda proroga e alla fine di giugno una terza proroga. Questa è quella su cui gli altri soci di Sieco chiedono al Comune di Cassano Magnago di fare chiarezza e di non continuare con le proroghe. L’amministrazione decide allora di dare un incarico ad una società per verificare i costi. La società dichiara che i costi di Sieco sono sotto la media nazionale e il costo pro capite è sotto la media regionale. Risulta poco comprensibile che il Socio di una Società debba dare un incarico ad una società esterna per avere questo risultato. All’interno della Società ogni comune ha una sua persona di riferimento, e quindi, anche il comune di Cassano Magnago ha la sua. Non si riesce a capire come un socio non conosca i conti della sua società.

In conclusione c’è da ricordare che oggi conferiamo i rifiuti come abbiamo sempre fatto, ma questo modo di gestire da parte degli amministratori del comune porta, come risultato, che oggi non sappiamo cosa pagheremo per il servizio. Il Comune non ha ancora approvato il piano finanziario, su cui vengono  calcolate le tariffe, e d’altronde, in questa situazione creata dagli amministratori di Cassano Magnago, non si possono conoscere i costi del servizio. 

Ulteriore dubbio sulle tariffe è che l’amministrazione sarebbe intenzionata a rivedere i coefficienti per l’applicazione della tariffa che, come è successo all’inizio, potrebbe portare degli aumenti a molte categorie.

Prendendo spunto, dall’articolo del 10 agosto 2024, di Gabriele Ceresa, “Cassano svela la due diligence Sieco”, Paragon Business Advisors, società di Bologna a cui il Comune di Cassano Magnago aveva chiesto lo scorso dicembre una due diligence su Sieco, parla chiaro: i costi di servizio della società di gestione e di raccolta di rifiuti sono sotto la media nazionale. E anche il costo pro capite per l’utenza si attesta ampiamente sotto la media regionale. 

Cacciati da Sieco, nonostante ciò, l’amministrazione guidata dal sindaco Pietro Ottaviani da mesi contesta l’operato e i costi di Sieco, a tal punto da continuare a tentennare sul rinnovo dell’affidamento del servizio. «Nonostante le diverse Commissioni, sul tema, quando rappresentanti della minoranza ponevano domande e chiarimenti, già nel 2022 ed inizi 2023, non era mai trapelata l’idea, d’uscire da Sieco. Anzi, proprio nei primi mesi sempre del 2023, in una Commissione, addirittura da parte dei consiglieri  di minoranza, a domanda di eventuali aumenti sulla tariffa, era stato risposto che sarebbe stato di pochi euro, inoltre attaccando pubblicamente di non gettare panico, sulla popolazione. Ed oggi leggo che il nostro sindaco dichiara “di voler avere costi precisi”. Mi chiedo perché ha dovuto aspettare tutto questo tempo, perché ha voluto innescare questa diatriba. I Comuni soci della società di raccolta rifiuti (Brunello, Cairate, Carnago, Caronno Varesino, Castelseprio, Gazzada Schianno e Lonate Ceppino), infatti, lo scorso 29 luglio hanno fatto valere l’articolo 9 dello statuto sociale e hanno cacciato il Comune di Cassano Magnago dalla compagine sociale.

Mimmo Mottura
(Ex consigliere comunale di Cassano Magnago)

«Con numeri così assurdo farsi cacciare». Lega Cassano svela la due diligence Sieco

Cassano sieco Mimmo Mottura – MALPENSA24
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