CASSANO MAGNAGO – Vane sono state le ripetute richieste di Massimo Temporiti (Lega) e Tommaso Police (Pd) di aprire la discussione all’amministratore unico di Sieco Fabio Giordani (nella foto in alto), presente in sala così come diversi sindaci e amministratori degli ex Comuni soci.
E così la Commissione di ieri sera, convocata in municipio a Cassano Magnago per fare chiarezza sulla complicata vicenda riguardante l’appalto della gestione dei rifiuti, si è trasformata in un poco utile monologo della maggioranza che non ha dissipato i dubbi sulla gestione della partita da parte dell’amministrazione Ottaviani. Ma soprattutto, a un anno e mezzo dalla lettera di recesso – datata giugno 2023 – ancora non è chiaro come da questa vicenda, sempre più ingarbugliata, ne intenda venire fuori.
Hanno parlato già troppo
La seduta è iniziata con le parole del sindaco Pietro Ottaviani che ha respinto le accuse di poca trasparenza della Lega apparse a più riprese a mezzo stampa. «Non siamo la massoneria», ha detto. «Non ho mai preso in giro nessuno: la mia missione è la tutela dei cittadini cassanesi».
La sua maggioranza, però, pochi istanti dopo si è volutamente sottratta al confronto con i vertici di Sieco. Mentre la delegata alle Partecipate Mariangela Calì (Progetto Cassano) ricostruiva in una dettagliata relazione i passaggi tecnici degli ultimi mesi, Giordani più volte scuoteva la testa senza avere diritto di parola. La presidente di Commissione, Santina Ferro (Lista Poliseno), ha provato ad aggrapparsi al regolamento per fare in modo che continuasse a stare zitto, mentre l’assessore Rocco Dabraio (Progetto Cassano) è stato molto più esplicito nel fare capire che la loro intenzione era di limitare il contraddittorio ai soli consiglieri di minoranza, che non potevano certo avere gli elementi per dare vita a un costruttivo confronto democratico. «Hanno parlato già troppo», ha detto Dabraio, riferendosi ai vertici Sieco. «Si sono già espressi con l’esclusione di Cassano dalla società. Parole ne sono già state dette tante sui giornali, loro sono molto bravi a fare le conferenze stampa».
Le incognite
Senza un raffronto reale tra le varie posizioni, sono così rimasti tanti dubbi. Osvaldo Coghi (Forza Italia), per esempio, ha chiesto perché è rimasto disatteso l’impegno davanti al prefetto di Varese – c’è un verbale firmato – di assumere una decisione sulla concessione del servizio entro lo scorso 26 luglio. Stefania Passiu (Cassano Futura) ha fatto notare che da quando Sieco è limitata ai soli servizi essenziali la città è sempre più sporca e che a un anno e mezzo dal recesso Cassano si trova ancora nel limbo, mentre la Lega ha ribadito che l’innalzamento dei costi per i cittadini sarà inevitabile. In risposta, Calì ha detto che «le variazioni unilaterali dei costi da parte della società sono già state contestate», mentre sul futuro si è espresso Dabraio chiedendo ancora tempo: «Voglio tranquillizzare tutti: qui non ci sono incompetenti, ma persone che ci hanno messo la testa e non hanno dormito la notte. Quando avremo preso una decisione insieme ai nostri tecnici, la comunicheremo. Ci prendiamo le nostre responsabilità».
