CASSANO MAGNAGO – Due curve: da una parte il comitato No asilo, dall’altra i sette sindaci dei Comuni minori che si affidano a Sieco. La prima squadra armata di striscione e vestita con la maglia che riporta il nome del gruppo contrario al polo scolastico che sorgerà in via Lazio. La seconda è formata dalle istituzioni, che cercano risposte in merito al futuro del socio di maggioranza all’interno – oppure no – della società che si occupa del servizio di raccolta rifiuti. Succede in consiglio comunale a Cassano Magnago, dove questa sera 25 luglio le due fazioni hanno deciso di arrivare a Villa Oliva per prendere posizione sule rispettive partite. Di certo, fra le più dibattute in città.
In aula i sindaci
I Comuni minori hanno voluto mandare un segnale forte al socio di maggioranza. Un gesto che riassume chiaramente quanto siano ormai stanchi dei tentennamenti dell’ente capofila sul suo futuro in Sieco. Al punto che ora cambiano strategia. La domanda è sempre quella: che intenzioni ha Cassano? Le recenti dichiarazioni diffuse da Palazzo Mazzucchelli non hanno soddisfatto gli altri sindaci, che ora hanno deciso di presentarsi in aula. Presenti tutti e sette i sindaci soci (in rappresentanza di Brunello, Cairate, Carnago, Caronno Varesino, Castelseprio, Gazzada Schianno e Lonate Ceppino). Che adesso, dopo aver anche preso la decisione di procedere all’esclusione del Comune di Cassano dalla compagine sociale ai sensi e per gli effetti dell’articolo 9 dello Statuto, non vogliono più stare a guardare.
L’iter di verifica
A inizio seduta, il sindaco Pietro Ottaviani ha subito dato aggiornamenti sulla questione. Informando che, grazie anche all’intervento del prefetto Salvatore Pasquariello («Che è sempre informato») sono arrivati i documenti che i tecnici incaricati stavano aspettando: «Si faranno tutte le verifiche necessarie e mi auguro di portare avanti un iter positivo per tutti». E ancora: «Puntiamo ad avere il miglior servizio al miglior prezzo possibile. Perché ci siamo posti delle domande sul capitolo proposto e perché mancano integrazioni a tutele del cittadino discussione». Insomma, «l’azienda svolgerà questo percorso, poi vedremo come fare ma sempre in maniera collaborativa». Il futuro in Sieco? «Dipende, è una questione di chiarezza».
A margine, la risposta dei Comuni minori non si è fatta attendere: «È un anno e mezzo che danno non risposte. Noi non giochiamo con le persone. E siamo stati noi a chiedere un intervento del prefetto, come ultima possibilità per avere una mediazione e riaccorciare i tempi». E ancora: «Non possiamo lasciare l’azienda bloccata. Ma soprattutto non possiamo più fermarci». Inoltre hanno rivelato che entro domani – 26 luglio – «Cassano avrebbe dovuto portare i consiglio comunale un atto di indirizzo sulla decisione da prendere. Non ci sarà». E hanno concluso: «Lunedì (29 luglio, ndr) ci sarà l’assemblea dei soci e definiremo il tutto».
Il comitato no Asilo
Nel frattempo, ha preso posto tra il pubblico anche il neo comitato “Via Lazio R4“, nome che fa riferimento alla sigla che indica il livello di rischio idraulico dell’area dove sorgerà il polo scolastico. Un tema affrontato anche in aula questa sera, per discutere la Variante puntuale al Piano dei servizi del Pgt e l’aggiornamento della componente geologica, idrogeologica e sismica. Il gruppo di via Lazio – appunto – ha subito esposto uno striscione con la domanda: «Il bosco?». Una provocazione che gli agenti di turno hanno subito interrotto per permettere ili corretto svolgimento dei lavori in aula.
Polo sì, polo no
Una questione che si è poi spostata tra i banchi del consiglio. «Sono curioso di sapere cosa dirà il prefetto sul questa lettera del comitato», le parole dell’indipendente Daniele Mazzucchelli. «Il metodo di lavoro è sbagliato. La giusta informazione ai cittadini andava fatta prima», concentrandosi soprattutto sulle modalità di studio del tempo di ritorno delle piene. Dal Pd le domande sul futuro: «Cosa succederà a un’opera legata al Pnrr nel caso il prefetto dica che non si può realizzare?». L’affondo arriva però da Massimo Temporiti (Lega): «Vedo molte criticità. Si tratta di un’area R4 ad alto rischio. Credo sia stata una scelta avventata, fatta solo per acquisire il finanziamento».
Dalla maggioranza, l’assessore Rocco Dabraio (Lavori Pubblici): «Va bene chiamare in causa il prefetto solo per la sua disponibilità. Ma giustamente si limiterà a prendere atto delle indicazioni che sono arrivate dai geologi». Ovvero: «Abbiamo avuto la possibilità di concentrarci sull’area e fare le valutazioni del caso. Ma chiedo ai cittadini di venire con noi per portare avanti una causa come la creazione di vasche di laminazione sul Tenore. Io sono per i comitati che seguono la sicurezza dei cittadini. Ma un comitato contrario alla scuola, non lo accetto».
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