Polo logistico di Tornavento, Unicomal: «Che scempio. Da irresponsabili»

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LONATE POZZOLO – «Un vulnus e uno scempio della nostra zona». Anche Unicomal (Unione dei comitati di Malpensa) interviene sul polo logistico da 30 ettari che l’amministrazione comunale di Lonate Pozzolo vuole creare a ridosso del borgo di Tornavento. Una delibera, pubblicata di recente, che ha già sollevato dubbi e preoccupazioni. Succede anche da parte di chi, come Unicomal, da anni lotta contro l’espansione di Malpensa e del territorio naturale che circonda lo scalo della brughiera.

Unicomal attacca

«Un intervento edilizio in località Tornavento che comporta la destinazione di un terreno di 31 ha da zona agricola e forestale, con interesse faunistico del Parco del Ticino ad uso produttivo-industriale e terziario», riassume Unicomal in una nota del direttivo, firmata da Massimo Uboldi e Massimo Ferrario. «Ciò avviene nonostante uno dei punti qualificanti del Pgt del 2023 dello stesso Comune sia la riduzione del consumo di suolo». E attaccano: «Il colmo della sfacciataggine della delibera lo si raggiunge dicendo che ”il progetto si inserisce e si armonizza nel paesaggio naturalistico di Tornavento”». Un passaggio che, dicono, «rivela l’irresponsabilità e l’ipocrisia di coloro che hanno fatto questa dissennata scelta, il cui unico scopo è di sfruttare a puro fine economico il nostro territorio». E ancora, proseguono citando le parole «“Non sarà un crimine”», come «afferma un assessore della stessa giunta (Mario Volontè, ndr), lo stesso esponente che si è fatto fatalistico portavoce dell’ineluttabilità dell’espansione di Malpensa. Ma un grande vulnus e scempio della nostra zona, questo certamente lo è. Cosa non si fa per la speculazione, per gli oneri e gli introiti nelle casse comunali». E ancora, aggiungono: «“Malpensa ha sempre sfruttato il nostro territorio, ora lo sfruttiamo noi“ dice il citato assessore: bene, rispondiamo, il saccheggio e la distruzione saranno ancora più totali, basta accelerarli. Correggiamo un errore, con un errore ancora più grave». Per Unicomal, «ormai è chiaro che non siamo più allo slogan della Lega Nord “padroni a casa nostra”, ma siamo nella fase successiva “predoni a casa nostra”».

«Meglio i capannoni dismessi»

Oltre a criticare, i comitati avanzano alcune proposte: «Si sarebbero potute riutilizzare tutte le aree e i capannoni dismessi che ci sono sul territorio di Lonate e nelle zone limitrofe, invece di aggredire delle aree vergini nel Parco del Ticino». Anche perché, stiamo assistendo a «una progressiva cementificazione della nostra provincia, già tra le più provate in Italia». Quindi, «andrebbero fatte scelte più razionali, lungimiranti, meditate e basate sul rispetto del territorio e delle persone che vi abitano. E non sul suo sfruttamento dettato dagli appetiti di pancia di pochi». Lo dicono ricordando anche che «l’ex sindaco Nadia Rosa, della precedente giunta, con la sottoscrizione del patto d’intesa con i sindaci del Cuv aveva già favorito l’espansione della cargo city di Malpensa». Concludono: «Noi ci siamo sempre espressi a favore di un nuovo Piano d’area da sottoporre a Vas per stabilire le opere che il territorio intorno all’aeroporto può ancora ricevere e quali no. Evitando così una crescita caotica, distruttiva e dannosa come quella che sta avvenendo. In questo scenario non certo confortante il nostro pensiero e la nostra simpatia non può che andare ai cittadini e agli studenti che difendono dalla distruzione il bosco di via Curtatone a Gallarate contro la costruzione di nuovo polo scolastico perfettamente inutile».

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