La giunta di Samarate: «I nostri stipendi non si toccano». Ma esplode il caso staff

SAMARATE – «Gli assessori e il sindaco percepiscono gli stipendi previsti dalla legge secondo il loro stato lavorativo e pensionistico, dando la loro massima disponibilità con un dispendio di energia non indifferente vista la situazione ereditata». Parla il sindaco Alessandro Ferrazzi e lo fa a nome di tutta la giunta di Samarate. Una precisazione dopo il polverone sollevato sugli emolumenti percepiti dall’esecutivo e, in particolare, da parte dal pentastellato – il primo della provincia di Varese – Alessio Sozzi. Che ha deciso di dedicarsi completamente al suo ruolo da assessore, mettendosi in aspettativa dal suo impiego.
Ma mentre il primo cittadino prova a spegnere le polemiche, parallelamente si è aperta in consiglio comunale – ieri, 24 settembre – un’altra questione etica. Il leghista Valentino Celotto, oggi consigliere d’opposizione e segretario di sezione del partito, in passato è stato al centro delle pesanti critiche da parte delle minoranze per aver ricoperto l’incarico di staff del sindaco. Ma chi prima puntava il dito sostenendo che per quell’incarico dovesse prevalere la meritocrazia all’appartenenza politica, oggi è nella maggioranza allargata di Ferrazzi (Pd, M5S, Samarate Città Viva, Samarate al Centro, Samarate Insieme, Giovamenti). E ha fatto la stessa scelta, individuando ben due figure per svolgere il ruolo di collaboratori. E (ri)scoppia il caso.

Gli stipendi della giunta

Una foto ritrae la giunta unita, con un commento di Ferrazzi che punta a fare chiarezza sulla questione stipendi dell’esecutivo. Dice: «Gli assessori e il sindaco percepiscono gli stipendi previsti dalla legge secondo il loro stato lavorativo e pensionistico, dando la loro massima disponibilità con un dispendio di energia non indifferente vista la situazione ereditata». La legge, continua, «stabilisce le modalità dei trattamenti economici che vengono corrisposti agli amministratori comunali, così come è sempre stato anche con le amministrazioni precedenti». Insomma, il primo cittadino taglia corto: «La cosa che davvero importa è saper lavorare. Lavorare con competenza e serietà e continuare a farlo per i prossimi anni». E proprio quei due fattori – «competenza e serietà» – sono «solo due tra le molte qualità che appartengono a ogni singolo componente della nostra amministrazione comunale, che si sta adoperando per una Samarate migliore».

Il caso dello staff

Poi c’è l’altra questione etica, quella del collaboratore del sindaco. Un passo indietro. Era il 2019: il Comune pubblicò un bando per individuare una figura da inserire nell’ufficio di staff dell’allora primo cittadino Puricelli. Venne nominato l’ex assessore leghista Celotto, come già ai tempi dell’ultimo mandato di Tarantino. Le opposizioni si scatenarono, ironizzando e criticando: lo fece il Partito Democratico, affondò Samarate Città Viva. Senza dimenticare le accuse di quella parte di Forza Italia che oggi milita in Samarate al Centro, sostenendo Ferrazzi. Forze politiche che ora sono parte della maggioranza allargata del sindaco dem, che a suo volta ha deciso di affidarsi a ben due figure selezionate fra i giovani under 30 di Giovamenti, per svolgere proprio quel compito. Inevitabilmente, scoppia di nuovo il caso. Ma a parti invertite. Celotto, in chiusura del consiglio comunale e poi a termine seduta, si è tolto qualche sassolino dalla scarpa: «Dopo il fango gettato, ora si contraddicono», ha detto. «Io, oltretutto, sono anche favorevole a questa figura, come previsto dal Tuel». In aula, invece, il leghista ha ripercorso tutta la vicenda, affidandosi agli articoli di giornale che hanno raccontato tutta la vicenda. E non ha risparmiato nessuno: «Prendiamo atto che i gruppi di maggioranza, ora, hanno cambiato atteggiamento su questo punto». Anche perché, ha aggiunto, sono incarichi affidati a due esponenti di Giovamenti, il gruppo under 30 che alle ultime Amministrative ha sostenuto Ferrazzi: «Lo aveva detto che avrebbe premiato i giovani, va bene. Ricordiamo che questo rappresenta un aumento della spesa a carico dei cittadini, di circa 10mila euro».
Anche Eliseo Sanfelice della Bacheca civica di Samarate, dopo aver sollevato la questione degli stipendi, si fa sentire sul caso dello staff. Invitando sindaco e forze di maggioranza a prendere provvedimenti sulla stesura del nuovo bando: «Comportamenti che si dissociassero dalla rigida coerenza con le critiche a suo tempo espresse, contro gli ex sindaci Tarantino e Puricelli e contro l’allora prescelto collaboratore Celotto, sarebbero imperdonabili e certo provocherebbero un’immediata perdita di credibilità degli amministratori».

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