Lavori finiti, riapre il teatro di Magenta. «Ma per 10 anni nessuna manutenzione»

magenta teatro lirico lavori

MAGENTA – Il Teatro Lirico di Magenta è pronto ad alzare il sipario sulla stagione teatrale e musicale che comincerà a novembre. Si sono infatti conclusi all’inizio di questo mese i lavori avviati lo scorso marzo dopo la chiusura forzata di un anno fa. Questa mattina, mercoledì 25 settembre, il sindaco ha illustrato gli interventi (nella foto) a due giorni dall’evento di riapertura della sala a ingresso libero. E non ha perso l’occasione di polemizzare con chi l’ha preceduto.

Del Gobbo: «Interventi strutturali per 300 mila euro»

«Fino al 2002 il Lirico era un cinema – ha ricordato Luca Del Gobbo – poi, scaduta la concessione, sarebbero dovuti partire lavori a carico del successivo gestore. In seguito nacque l’idea di farlo tornare un teatro, con un investimento di 2 milioni su cui avevo tutti contro. Una scommessa vinta, che lo ha fatto diventare un’eccellenza del territorio. Il recupero fu curato dall’attuale presidente della Pro Loco, Pietro Pierrettori, mentre Antonella Piras di Totem ha provveduto a far rivivere qsuesto teatro, con attenzione ai giovani.

«Dopo i miei due mandati – l’affondo del primo cittadino – nessuno ha fatto investimenti per dieci anni, neanche di carattere strutturale. Che servivano eccome. Così ci siamo ritrovati ad annullare i festeggiamenti per il 120° anno del teatro dopo esserci resi conto che aveva bisogno di interventi urgenti, dal tetto alla sicurezza, all’antincendio. Non è stato un intervento di restyling, ma solo sulla parte strutturale con un impegno finanziario di più di 300.000 euro interamente a carico del Comune. È un punto di partenza, ora ripartiamo con una programmazione anche per i giovani, compresi concorsi, per rilanciare la tradizione musicale della nostra città».

Lanati: «Ecco che cosa abbiamo fatto»

A precisare gi interventi Alberto Lanati, a capo dell’area tecnica del Comune. «Si è trattato di interventi fondamentali – ha spiegato Lanati – sul piano impiantistico, strutturale e di adeguamento alle normative in materia di sicurezza. A cominciare dal tetto, che era in pessime condizioni con importanti infiltrazioni: rifarne una parte è costato 25.000 euro. È seguita una ricognizione per verificare il rispetto delle normative sicurezza di un edificio vincolato, con tutte le complessità che questo comporta.

«È stato implementato tutto il vecchio impianto di rilevazione fumi – ha proseguito l’ingegnere – con nuovi sensori in platea, in galleria e nei camerini; installato un nuovo impianto di estrazione fumi, dotato di motori che entrano in funzione in caso di emergenza, quindi in grado di lavorare ad alte temperature; introdotto un nuovo sistema di evacuazione sonora e allarme centralizzato per i 480 spettatori, con l’apertura automatica di tutte le porte di emergenza, in numero maggiore rispetto alla normativa, per le vie di esodo. Ancora, mentre prima il teatro era servito da un’unica caldaia allacciata anche agli edifici comunali e al liceo Quasimodo che funzionava 7 giorni su 7, ora c’è un impianto autonomo per il riscaldamento e la refrigerazione con una pompa di calore, quindi con maggiore efficientamento energetico e minori costi. Infine, abbiamo lavorato su illuminazione e tinteggiatura».

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