Sesto Calende, sì ai contributi per i lavori nelle chiese. Ma alla Lega non basta

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SESTO CALENDE – La comunità pastorale di Sant’Agostino a Sesto Calende riceverà supporto economico da parte dell’amministrazione comunale per svolgere i lavori di restauro delle chiese. Ma non grazie alla mozione della Lega. All’ultimo consiglio comunale, il consigliere d’opposizione Edoardo Favaron ha presentato un documento per suggerire alla giunta di stanziare 20mila euro all’anno per il prossimo triennio (60mila complessivi) destinati agli interventi richiesti. Una proposta emendata dalla maggioranza, per voce del consigliere Pietro Ferrario, che si è invece impegnata a seguire la normativa regionale – che già prevede che i Comuni diano una quota alle parrocchie pari all’8% degli oneri di urbanizzazione secondaria – con la garanzia che la cifra possa essere aumentata in base alle disponibilità del bilancio.

Le richieste della Lega

La mozione è passata. Ma con il voto della maggioranza che prima ha emendato il documento e poi l’ha approvato. Contraria la Lega, astenuti i consiglieri di Fratelli d’Italia. Le modifiche proposte da Sesto Futura, infatti, non hanno convinto il Carroccio: «Così assicurate solo l’8%, noi invece chiediamo uno sforzo ulteriore: è il senso della mozione», ha detto Favaron. Più diretto Marco Colombo: «Questo è un grido di dolore del prete, quindi chiediamo di dare più soldi rispetto a quanto previsto». Si è poi rivolto al sindaco Betta Giordani dicendole «di mettersi una mano sul cuore: siamo una comunità cattolica. E visto che la città sarà islamizzata con l’arrivo della moschea, portiamo avanti avanti i nostri valori così». Ne è nato un botta e risposta che si è chiuso con la provocazione: «Allora i soldi ricavati dalla vendita del terreno dove è prevista la costruzione del luogo di culto islamico siano destinati alla parrocchia». Proprio la mozione, ha voluto sottolineare Colombo, «è stato uno dei motivi per cui alla fine ci siamo divisi da FdI».

La linea di FdI

Infatti, i consiglieri di Fratelli d’Italia – sebbene abbiano condiviso gli obiettivi del documento – alla fine si sono allineati con le modifiche della maggioranza: «Vogliamo che questo atto sia effettivamente sostenibile. E non che l’indicazione di una cifra vada a vanificare la proposta rendendola impossibile. L’invito che quindi rivolgiamo è, non appena si potranno disporre gli strumenti di pianificazione finanziaria, che la giunta possa comunicarci su quale straordinario contributo la comunità parrocchiale potrà contare sul prossimo triennio».

«Letture strumentali»

Chiara la replica della maggioranza. Così il vicesindaco Giorgio Circosta: «Strumentalizzare una questione delicata per fini politici, la trovo una cosa poco nobile e poco cattolica», ha detto. «È bene che i paladini della tradizione si rileggano qualcosa della dottrina cattolica, prima di insegnare a noi come comportarsi in determinate situazioni». Anche per il primo cittadino sono «letture strumentali che ci portano poco lontano dallo scopo concreto: tutti vogliamo sostenere azioni per conservare i nostri beni. L’attenzione a questo tema è già stato tema di incontri. Inoltre, si parla di un contributo di almeno l’8% rispetto agli oneri di urbanizzazione secondaria. Poi, in base al bilancio, si potrà valutare se questa percentuale potrà essere aumentata».

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