BUSTO ARSIZIO – Flop su tutta la linea per i candidati bustocchi alle elezioni provinciali: i voti ponderati si disperdono e così la vicepresidente uscente Valentina Verga (PD) e l’aspirante consigliere Orazio Tallarida (Forza Italia) rimangono esclusi dalla nuova assise di Villa Recalcati. E Busto Arsizio, nel giro di tre tornate elettorali, passa dall’avere il presidente della Provincia e non esprimere nemmeno un consigliere provinciale. Non una bella figura per la città più popolosa della provincia di Varese, la sesta della Lombardia.
Il crollo
Sembra passata un’era geologica, politicamente parlando, ma ancora a gennaio 2023 al vertice dell’amministrazione di Villa Recalcati c’era il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli. Poi la sconfitta elettorale con Marco Magrini, ma per Busto arriva la compensazione con un incarico di prestigio, la vicepresidenza per la consigliera del PD, Valentina Verga. Ora, invece, nemmeno due anni dopo, la città si riduce a non avere alcun incarico elettivo all’interno dell’ente. Dopo il flop delle regionali e delle politiche, anche lì con zero eletti. Così ora, tra la riconfermata europarlamentare Isabella Tovaglieri e gli eletti in consiglio comunale c’è il vuoto di rappresentanza. Clamoroso.
Doppio flop
Alle provinciali di domenica 29 settembre Busto Arsizio schierava due candidati: il capogruppo azzurro Orazio Tallarida nel listone de “La Provincia al Centro” e la vicepresidente uscente Valentina Verga in quella, a traino PD, dei Civici e Democratici. Un migliaio di punti in meno dal voto ponderato rispetto al necessario per l’esponente di Forza Italia, la beffa del traguardo solo sfiorato per la consigliera Dem. Ma alla fine nessuno dei due ce l’ha fatta e Busto Arsizio resta a bocca asciutta.
I se e i ma
Il capolavoro in negativo però si completa pensando che Claudia Cozzi, che era stata in odore di candidatura per Fratelli d’Italia, avrebbe potuto risultare eletta con i soli cinque voti degli iscritti al partito in consiglio a Busto, senza peraltro inficiare la riconferma del gallaratese Marco Colombo, su cui sono stati dirottati i voti dei Fratelli del “circolo Almirante”. Ma anche che il candidato sostenuto dai consiglieri della Lega, Giuseppe Speroni – già al centro del caso politico degli ultimi giorni sul dissenso di Matteo Bianchi – è rimasto a sua volta escluso. In pratica Busto non solo non ha propri rappresentanti eletti in Provincia, ma nemmeno consiglieri a cui Busto ha dato un apporto determinante, visto che solo singoli voti un po’ sparsi sono finiti agli eletti del “Centrone” (Vettori, Marchesi e Gilli).
Recriminazioni azzurre
Nel frattempo c’è chi recrimina. «Busto ha perso una grande occasione di essere rappresentata in provincia, visto che neanche la vicepresidente uscente è stata eletta» fa notare Orazio Tallarida, candidato di Forza Italia che, avendo incassato soli 6 voti “pesanti”, non ha centrato l’obiettivo di sedersi sui banchi di Villa Recalcati. «Ora la città non ha più rappresentanti né in provincia né in regione né a Roma». Una frecciata rivolta soprattutto al centrodestra, e in particolare ai civici della Lista Antonelli che avrebbero potuto “giocare” per la città. Il commissario cittadino degli azzurri Laura Rogora è un po’ più esplicita, e chiama in causa anche la segreteria provinciale del partito: «Quelli di Orazio sono tutti voti meritati, arrivati senza l’aiuto di nessuno. È un peccato che sia finita così perché sarebbe bastato un po’ più di sostegno alla sua candidatura per poter eleggere tre consiglieri di Forza Italia in consiglio provinciale». E qui il caso travalica i confini della città.
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