Attende operazione da anni. Telecamere di Rete4 a Canegrate per William

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CANEGRATE – «Non si preoccupi, la chiameremo per l’operazione entro pochi giorni». Da allora è passato quasi un anno ma per William quell’operazione non è stata ancora fissata. E sì che ne avrebbe un gran bisogno, e da tempo. Da quando, nel 2018, aveva fatto una visita all’ospedale di Magenta e gli avevano trovato un’ernia, riconoscendo che era da operare.

Invalido con quattro ernie

Lui, invalido al 100% e con diverse patologie, ha fatto analisi e Tac, poi è sopravvenuta l’emergenza Covid e si è fermato tutto. Ammesso che si fosse mai messo in moto. Quando finalmente l’emergenza è passata, ha dovuto rifare tutti gli esami. Ed è saltato fuori che le ernie sono diventate quattro: tre addominali e una inguinale. Un fardello intollerabile per William (nella foto in alto), che deve trascorrere le giornate con l’ausilio di ossigeno e stampelle, ma soprattutto fra dolori e limitazioni di ogni genere. Ha male alla schiena, male alle ossa. Fatica a fare le cose più semplici, come stare seduto, perfino dormire. E attende ancora quella maledetta-benedetta operazione.

Il suo caso è stato denunciato dalla trasmissione tv “Fuori dal Coro”, che gli ha dedicato un servizio della giornalista Marianna Canè nella puntata in onda questa sera, mercoledì 2 ottobre, su Rete4 (sopra, un fermo immagine).

«È in lista». Ma non l’hanno mai chiamato

Di tempo, dal primo annuncio dell’operazione, ne è passato. E continua a trascorrerne. William – che vive a Canegrate con la figlia, che lo aiuta in tutto – racconta che nel dicembre dello scorso anno ha fatto una visita, l’ennesima, da un chirurgo all’ospedale di Legnano. «Mi hanno detto di non preoccuparmi perché ero in lista e a giorni mi avrebbero chiamato. Ma non mi hanno mai chiamato. I dolori non si possono spiegare, non riesco nemmeno a sedermi, ad alzarmi».

L’uomo è indigente, quindi non ha la possibilità di rivolgersi a strutture sanitarie private. La sua unica fonte di sostentamento è la pensione di invalidità, in attesa che magari la figlia, che si è appena diplomata, possa dare un contributo. «Mi sento tradito e abbandonato dallo Stato» dice. E si chiede quanto ancora dovrà aspettare quell’operazione preannunciata per la prima volta 6 anni fa.

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