FAGNANO OLONA – Il cerino in una mano e la margherita nell’altra. Politicamente per Simona Mezanzani, neo (ri)tessarata in Fratelli d’Italia saranno giorni densi di riflessioni e di decisioni. Come andrà finire la vicenda del tesseramente che ha soconvolto i Fratelli del circolo locale e non solo è presto per dirlo.
Di certo l’ingresso dell’assessora nel partito di Giorgia Meloni ha creato imbarazzo alla sua maggioranza, ha sollevato un polverone e aggiunto un problema, l’ennesimo, in un partito che va a gonfie vele sia in termini di consensi ma anche di scazzi. Tanto che tra i meloniani c’è chi commenta: «Un altro casino, non invidio chi ora dovrà risolverlo». Ma andiamo con ordine.
I muri del Castello hanno orecchie e bocche
Nei giorni scorsi, quando non è dato saperlo perché le bocche sono cucitissime, al Castello ci sarebbe stato un summit a tre: l’assessora Mezanzani, il sindaco Baroffio e il presidente del Circolo FdI di Fagnano (e consigliere di opposizione) Federico Fasolino. Qualcuno è pronto anche a giurare che non se le sono mandate a dire e che i toni non sono sempre rimasti bassi. Ma ci sta.
Ragione dell’incontro: trovare il bandolo di una matassa che rischia di diventare una bomba. Già perché Menzanzani, assessore civico fino all’altro giorno, con i civici di Siamo Fagnano, ha deciso di prendere la tessera di Fdi. Scelta di cui molti erano a conoscenza e (si narra) a sorpresa solo per Fasolino, il quale, così dicono, non è mai stato informato se non a cose avvenute a livello provinciale. Possibile che il capataz meloniano locale non sapesse nulla? La domanda è scontata: mentre Simona Mezanzani raccoglieva il benestare dei vari esponenti storici sul suo ritorno nel partito, che stava facendo Fasolino? Era distratto o le vecchi ruggini hanno ossidato le comunicazioni su scala fagnanese tra i Fratelli? Di certo gliel’hanno fatta solo il naso.
Baroffio super civico
Non giriamoci intorno. Il tesseramento non ha fatto altro che mettere nelle mani del sindaco il cerino. Quando la notizia del salto partitico di Mezanzani è arrivata in piazza sono partiti gli sfottò (gira un simbolo ritoccato su altre chat politiche) nei confronti di una maggioranza poco civica e ora più a destra di quanto è partita (anche se Bascialla, dichiaratamente di destra, non ha nessuna tessera in tasca). Il sindaco però tira dritto e come è solito fare e non parla. Anzi, raggiunto via telefono, assicura che sulla vicenda «non farò nemmeno un post. Quello che dovevo dire l’ho detto agli interessati». Ovvero? Proviamo a ipotizzare: Siamo Fagnano non diventare mai “Siamo Fratelli”. Baroffio ha sempre difeso il civismo della sua squadra. E chi dice di conoscere il modo di ragionare del sindaco è pronto a scommettere che Baroffio sarebbe capace di arrivare al sacrificio («a malicuore») del suo assessore qualora dovesse, oltre alla tessera, dare vita in consiglio al gruppo di Fratelli d’Italia. Insomma, il sindaco dribbla il problema e lascia il cerino nel campo dei meloniani.
Il presidente dei Fratelli
Negli ambienti politici del paese si dice che «il “Faso” è nervoso e incazzato». Ma anche pronto a fare buon viso a cattivo gioco. Non è un segreto, infatti, che tra lui e Mezanzani non scorre buon sangue politico (le ruggini del passato pesano), però prima dei personalismi arriva il partito. Quindi, anche qui usiamo il condizionale, sembrerebbe che Fasolino abbia messo in campo il tentativo di dare vita in consiglio a un gruppo di Fratelli d’Italia. Proposta di mediazione: lui, dall’opposizione fa un passo verso la maggioranza e Menzanzani e Baroffio sanciscono l’ingresso in maggioranza dei Fratelli.
Il niet (si dice) del sindaco ha però complicato le cose. Baroffio non indietreggia sulla purezza del suo gruppo e Fasolino non arretra sulla volontà di creare il gruppo ora che in consiglio (seppur divisi) ci sono due FdI. Risultato: il problema è tutto dei Fratelli, anche quelli maggiori che, chissà se ci hanno un po’ messo la testa sul casino da disinnescare. Mah.
Cerino e margherita
Simona Mezanzani si ritrova così con il cerino in mano. Cosa sceglierà di fare? Un passo indietro dal tesseramento? Brutta figura. Si dimette da assessore o si fa ritirare le deleghe dal sindaco? Segnale di debolezza. O forse deciderà, del resto non le manca il carattere, di tirare dritto con la consapevolezza che una tessera di partito non si nega a nessuno e che in alto (a livello di partito) prenderà in mano la questione Fagnano e di riffa o di raffa imporrà una soluzione. Lavoro per Marco Colombo (di Gallarate), responsabile degli enti locali. Ma anche per Francesca Caruso che sta studiando da futuro presidente provinciale dei Fratelli. Super lavoro per Andrea Pellicini, che fa di tutto per pacificare i Fratelli litigiosi.
Sta di fatto che Simona Mezanzani sta sfogliando i petali della Margherita: “Resto, vado, resto, resto, vado”. Consapevole che di riffa o di raffa questo passaggio lascerà il segno. Il cerino, infatti, è ormai cortissimo.
Resta solo una domanda: Per quale motivo Simona Mezanzani ha accelerato il suo ingresso nel partito di Giorgia Meloni, quando avrebbe potuto pianificare e costruire un percorso a fari spenti e meno dannoso per tutti? C’è chi risponde per puntare più in alto. Candidata sindaco? Del resto, essendo ancora lontani i tempi, lo spazio per sognare non manca. L’unico rischio è che il tutto potrebbe diventare un incubo.
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