BUSTO ARSIZIO – Nel 2017 fu coinvolta nell’inchiesta che un anno dopo sfociò con l’arresto suo e di Stefania Federici, oggi, mercoledì 30 ottobre, Raffaella Biafora, assistita dall’avvocato Carlo Alberto Cova, funzionaria del tribunale di Busto Arsizio (attualmente in servizio all’ufficio del Giudice di Pace di Gallarate) è stata assolta dagli ultimi due capi di imputazione.
L’inchiesta
Federici, ex assessore ai Servizi sociali della Lega Nord a Cassano Magnago, ex consigliere comunale e amministratrice di sostegno per conto di 60 persone, su nomina del Tribunale di Busto Arsizio, accusata di abuso d’ufficio e peculato (secondo l’accusa sottrasse oltre un milione e centoventimila euro sottratti ai malati gravi che “amministrava”) seguì un iter giudiziario individuale patteggiando a 4 anni e 6 mesi per i reati contestati. Biafora patteggiò a un anno e sei mesi, invece, per un unico capo di imputazione (non emerse mai prova che la funzionaria toccò un solo euro di quelli sottratti da Federici), quello di accesso abusivo in banca dati, con fascicolo trasferito a Milano per competenza. Le restanti contestazioni, ovvero ricettazione (stando alla procura la donna avrebbe preso 4.500 euro da Federici) e reato elettorale (secondo l’accusa la donna si sarebbe auto votata sostituendosi ad un’anziana in cabina elettorale quando fu candidata a Cassano Magnago nella lista rosa Donne e Lavoro).
L’assoluzione
Dopo sette anni da quell’indagine per Biafora oggi è arrivata l’assoluzione pronunciata dal giudice del tribunale di Busto Marco Montanari, a fronte di una richiesta di condanna dell’accusa a tre anni e 4 mesi, perché il fatto non sussiste sul fronte del reato elettorale (non è emerso in dibattimento che la donna si sia sostituita all’anziana elettrici) e perché il fatto non sussiste sul versante ricettazione: Biafora, in sintesi, non sapeva che quei 4.500 euro erano di provenienza illecita.
Arresto Federici, trovati gioielli nella tomba di famiglia a Cassano
