GALLARATE – Bosco di via Curtatone, non è ancora finita. Con i lavori di disboscamento completati e il cantiere per la realizzazione del nuovo campus scolastico che non vede più intoppi, restano gli strascichi giudiziari della “battaglia” che ha infiammato l’estate gallaratese.
Nessun danno ambientale
Gli ambientalisti, a cominciare dagli attivisti del comitato “Salviamo gli alberi di Gallarate“, che per settimane hanno occupato l’area (con i giovani del “Gruppo Tanuki” che si erano arrampicati sulle piante dell’area boschiva per impedirne l’abbattimento), avevano presentato una serie di denunce in procura contro Comune, polizia locale e ditta che stava eseguendo l’intervento di abbattimento. L’ipotesi di reato segnalata era di danno ambientale. Il pubblico ministero Nadia Calcaterra aveva delegato le indagini ai carabinieri forestali. I quali, al termine degli accertamenti, avevano concluso che tutto era in regola. Nessun danno ambientale, nessun albero di pregio danneggiato, niente insomma che potesse far ravvisare un reato.
Udienza davanti al Gip
Tanto da spingere la procura a chiedere, nei giorni scorsi, l’archiviazione delle denunce in questione. Richiesta alla quale, però, i legali degli ambientalisti hanno fatto opposizione insistendo sulla necessità di ulteriori approfondimenti. Ora la parola passa al giudice per le indagini preliminari che dovrà fissare un’udienza per ascoltare le parti. Il Gip potrà decidere di accogliere la richiesta di archiviazione della procura, rinviare gli atti ordinando altri sei mesi di indagini oppure optare per un’imputazione coatta.
Bosco di Gallarate, sit-in a oltranza. «Abbiamo denunciato sindaco e assessori»
