Le parole sono importanti da loro passano concetti che modificano nel tempo lo stato delle cose, non sono neutrali ma dirompenti come gocce d’acqua che frantumano le rocce nel nostro caso i diritti e le istituzioni democratiche.
Per prima cosa più che dell’ospedale in sé, che è una speculazione edile passando per la costruzione di infrastrutture ospedaliere su terreni vergini liberando nei centri storici terreni per nuove lucrose speculazioni a danno della proprietà comune, è il caso di discutere del servizio sanitario dovuto di diritto e non più di offerta di servizio, le offerte le fanno nei supermercati e non sono un diritto.
Da oltre due decenni questo diritto è stato intaccato svuotandolo di contenuti, scivolando sempre di più da diritto inalienabile a offerta commerciale soggetta a leggi di mercato.
Le code di attesa per accedere al servizio sanitario pubblico sono funzionali allo scopo di spostare le persone verso il settore privato, ovviamente chi ha la forza economica di farlo continuerà ad accedere all’offerta dei servizi, mentre per gli altri non resta che rinunciare alle cure e accettare una minore aspettativa di vita, mentre con i soldi pubblici risparmiati vengono usati per costruire infrastrutture che servono ai privati per incrementare i loro profitti, o ultimamente sempre più sugli armamenti.
Cosi come la trasformazione del ruolo dei medici di base, che da medici che ascoltano le persone e le visitano ora sono diventati dei burocrati che devono compilare moduli su moduli seguendo protocolli che altro scopo non hanno che far perdere tempo e interesse per la professione, e della loro credibilità nel confronto delle persone che si rivolgono loro. Ovviamente il tutto con la scusa di aumentare l’efficienza e la diminuzione dei costi del servizio offerto, la qualità neanche viene menzionata ma data per sottointesa quindi come tutti i sottointesi non considerata.
Quindi il primo passo per affrontare il tema della sanità è rivendicare che come la salute è un diritto anche la sanità pubblica è un diritto inalienabile che non deve sottostare alle regole del mercato in quanto la salute non è una merce, e che il controllo dei costi è dovuto solo per evitare le ruberie si può e si deve fare, ma non certamente lucrando sui costi del personale medico e ausiliario che lavorando alla cura delle persone non possono essere parcellizzati come in una catena di montaggio.
Tiziano Marson
(Segretario Pd Casorate Sempione)
