BUSTO ARSIZIO – Il premio “Carlo Speroni” stavolta raddoppia: se lo aggiudica la 16enne gallaratese Giulia Macchi, stellina in erba della Bracco Atletica, ma anche, eccezione alla regola, l’inconfondibile Franco Bragagna, da vent’anni la voce Rai dell’atletica alle Olimpiadi. La cerimonia si è svolta ieri sera, 19 novembre, a Casa Uyba. «Sacrificio? Per me l’atletica è divertimento» rivela il giovanissimo talento ex Pro Patria Atletica.
L’evento

Passato, presente e futuro dell’atletica si incrociano a Casa Uyba per la 52esima edizione del premio “Carlo Speroni” che il Panathlon La Malpensa del presidente Sergio La Torre organizza insieme alla famiglia del campione bustocco di atletica che ha dato il nome allo stadio della Pro Patria. Condotta in modo impeccabile dal past president del Panathlon Giovanni Castiglioni, la serata ha visto in sala diversi ospiti prestigiosi, a partire da Ivano Brugnetti, oro nella marcia ad Atene 2004. Tra le autorità, erano presenti la presidente del consiglio comunale Laura Rogora, il vicesindaco e assessore allo sport Luca Folegani, l’assessore al bilancio Alessandro Albani e il consigliere comunale Gianluca Castiglioni, oltre all’ex assessore Maurizio Artusa e al comandante dei Carabinieri di Busto Arsizio Andrea Poletto. C’erano anche il vicepresidente di FIDAL Lombardia Bruno Frigeri, la presidente di ASSB Cinzia Ghisellini e i presidenti dei Panathlon di Como, Edoardo Ceriani, e di Pavia, Andrea Libanori.

L’atleta premiata
Gallaratese, ha iniziato all’Atletica Gallarate, per poi passare alla Pro Patria di Busto, proprio come “Carloeu” Speroni, e ora è in forza alla Bracco Atletica di Milano, dove ha ottenuto ottimi risultati già oltre alla sua categoria. Di Giulia Macchi dicono tutti un gran bene. «È giovane, è veloce ma anche resistente – le parole del presidente FIDAL Lombardia uscente Gianni Mauri – ha una preparazione globale. Sono contento di questa scelta di visione e di prospettiva». Per il suo presidente (della Bracco Atletica) Franco Angelotti preannuncia che «negli 800 andrà forte». Il suo allenatore Daniele Carminati la descrive come «un’atleta eclettica. L’orgoglio è il modo in cui fa atletica: la sua caratteristica principale è l’umiltà, ha i piedi per terra».

Il “mitico” Bragagna

Per l’altro premiato, Franco Bragagna, le presentazioni invece sono superflue. Per lui parla la sua inconfondibile voce, quella che ha raccontato per vent’anni l’atletica leggera alle Olimpiadi e in tutte le massime competizioni nazionali e internazionali. «Se la Rai è ancora prima industria culturale del Paese, lo deve a figure come Franco Bragagna» lo introduce Giovanni Castiglioni. Il telecronista ricorda insieme a Brugnetti l’oro di Atene 2004 «la prima medaglia d’oro estiva dell’atletica che ho raccontato» e conferma che Parigi 2024 è stata la sua ultima Olimpiade estiva per la RAI. «Ma conto di fare ancora altre cose» ammette Bragagna.
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