Varese, crack La Quiete: tutto rinviato a gennaio dopo 14 anni dall’inizio dell’inchiesta

VARESE – Crack La Quiete, il processo slitta ancora. Il Gup Alessandro Chionna si è riservato sull’ammissibilità delle parti civili, o meglio dell’unica parte civile che vorrebbe costituirsi, l’allora curatore fallimentare, aggiornando l’udienza al prossimo 14 gennaio. Di fatto la vicenda, che va avanti da 14 anni e mezzo (tanto è trascorso dall’inizio delle indagini), non ha visto nemmeno oggi, martedì 19 novembre, l‘apertura in tribunale a Varese dell’udienza preliminare.

14 anni non bastano

Gli imputati sono cinque, tra questi compare Sandro Polita, deus ex machina del Gruppo Polita, considerato dagli inquirenti il principale imputato. Polita ha sempre negato ogni addebito (così come i co-imputati) e negli anni ha ottenuto vittorie eclatanti, il primo processo era infatti stato annullato. Nel settembre di due anni fa il procedimento ( a quasi 12 anni dall’inizio dell’inchiesta) fu riaperto. Il collegio all’epoca, però, rinviò gli atti al Pm affinchè i capi di imputazione fossero riordinati. Gli atti, in seguito, tornarono davanti al Gup che, alla fine, dovrà decidere se rinviare a giudizio o meno gli imputati. Nel frattempo l’avvocato Ivano Chiesa, co-difensore di Polita con l’avvocato Matteo Montorsi, aveva sollevato un’eccezione di incompatibilità del giudice rilevando come il Gup Chionna avesse già avuto un ruolo nell’inchiesta per la turbativa d’asta che in passato aveva interessato sempre la Quiete.

Se ne riparla a gennaio

Chionna si era astenuto rinviando la decisione al presidente del tribunale di Varese Cesare Tacconi. Il quale aveva “rigettato” la tesi della difesa. Oggi il giudice per le indagini preliminare avrebbe dovuto decidere quanto meno sull’ammissibilità o meno della parte civile. Decisione resa complicata da un retroscena, il curatore fallimentare è stato, nel frattempo, denunciato per diffamazione e calunnia da Polita stesso con un processo a parti inverse che sarà celebrato a marzo. Il Gup si è quindi ancora una volta riservato.

Saltati 23 capi di imputazione

Nel frattempo i capi di imputazione si sono di molto ridotti: dei 25 contestati a Sandro Polita 23 sono stati archiviati con la formula più ampia in quanto le perizie dell’attivo, all’interno degli atti dell’inchiesta, sarebbero superiori al passivo. Restano in piedi alcuni episodi di presunta bancarotta fraudolenta.

Varese, crack La Quiete: il giudice si astiene. Atti rinviati. Tra un anno tutto prescritto

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