“Cassinetta non si tocca”: alla Beko è protesta. Sciopero e corteo contro i tagli

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BIANDRONNO – “Cassinetta non si tocca”. È subito mobilitazione e protesta alla Beko di Cassinetta di Biandronno contro gli esuberi prospettati dalla multinazionale turca nel nuovo piano industriale presentato al ministero dello sviluppo economico che prevede 800 esuberi in tutto tra la fabbrica dei frigoriferi e gli impiegati. Lo sciopero era stato annunciato ieri, 20 novembre

In corteo

Si è fermata tutta la fabbrica: circa un migliaio di lavoratori, con i delegati sindacali del sito di Cassinetta, si sono ritrovati davanti ai cancelli della Beko alle prime ore di questa mattina, per protestare contro il durissimo piano di tagli al personale. Con striscioni, bandiere e fischietti in bocca, intorno alle 9.30 è partito il corteo lungo la strada provinciale vicino al sito, al grido di “Cassinetta non si tocca“, fino ad arrivare a Ternate. Per la politica sono presenti il consigliere regionale del PD Samuele Astuti, la vicesindaco di Varese Ivana Perusin e la segretaria provinciale Dem Alice Bernardoni. «In consiglio – commenta Astuti- con una mozione avevamo già posto l’attenzione sulla Beko di Cassinetta di Biandronno nel settembre scorso. Ora continuiamo a farlo. Oggi abbiamo risollecitato la convocazione di un’audizione urgente in Commissione Attività produttive con i rappresentanti dell’azienda e dei sindacati».

Sciopero tutto il giorno

Non solo corteo: oggi è una giornata di sciopero per tutto il giorno nel sito di Cassinetta. Si astengono dal lavoro per 8 ore tutti i turni. «Questo piano di distruzione industriale è inaccettabile: con questo piano muore una provincia, muore un paese e non c’è nessuna fabbrica al sicuro, perché pian piano dismetteranno i vari siti». A dirlo è Gennaro Aloisio, segretario provinciale Fim Cisl dei Laghi, presente insieme ai colleghi di Fiom Nino Cartosio e Uilm Fabio Dell’Angelo. In corteo anche i segretari provinciali delle tre sigle: Stefania Filetti (Cgil), Daniele Magon (Cisl) e Antonio Massafra (Uil). «È evidente che con le loro dismissioni non c’è futuro per le fabbriche in Italia». All’iniziativa di oggi ne seguiranno altre da qui al 10 dicembre, data del prossimo incontro al Ministero.

Beko, tagli in vista a Cassinetta: almeno 800 lavoratori a rischio. E’ sciopero

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