Varese, cala la dispersione ma spesso gli studenti sbagliano la scelta della scuola

VARESE – Diminuisce il dato della dispersione scolastica in provincia di Varese: dai 1.400 studenti, dato diffuso l’anno scorso, si passa ai 1.000 del report presentato questa mattina – venerdì 22 novembre – a Palazzo Estense. A illustrare il quadro completo, con tanto di flussi relativi agli anni di frequenza e alle zone geografiche del Varesotto c’erano il dirigente scolastico provinciale Giuseppe Carcano, la referente della Dispersione scolastica dell’Ust Laura Caruso e la referente per scuola e formazione della Provincia di Varese Cristina Zambon.

Un miglioramento importante, che certifica il buon lavoro fatto dalle istituzioni coinvolte per tenere i ragazzi all’interno dei percorsi formativi e didattici, ma che non deve far abbassare la guardia poiché ogni giovane risorsa persa e poi complicata da recuperare.

Educazione interconnessa

Educazione interconnessa è il titolo dello studio realizzato sulla dispersione scolastica. L’analisi ha preso in considerazione i cinque anni che vanno dal 2019 al 2024. Gli studenti iscritti (nel 2019) al primo anno erano 8.939. A fine quinquennio i diplomati sono stati 6361. Sarebbe sbagliato però considerare i 1.900 studenti circa che non hanno raggiunto il diploma come “dispersi”. Da questo numero, infatti, vanno sottratti coloro che hanno conseguito diplomi triennali e quadriennali (e quindi sono usciti prima dal sistema scolastico); quelli che sono passati nei Cfp, oppure nelle scuole paritarie. Dati questi che, se spalmati sui cinque anni considerati, fanno scendere a un migliaio i giovani che non sono arrivati a compiere l’intero percorso scolastico.

Troppa scelta

Non sempre l’abbondanza amplifica la libertà del singolo. E una delle possibili letture dei numeri relativi alla dispersione può essere data dall’errore iniziale nella scelta del percorso scolastico delle superiori. Oggi, lo studente di terza media si trova di fronte a una scelta così ampia e dettagliata che a volte lo può indurre in errore. Ed è la percentuale delle bocciature del primo anno che muove la riflessione sulle scelte sbagliate: sono il 44% quelli che non passano il primo anno di superiori.

Attenzione al Nord

Altro dato curioso è che se si vanno ad analizzare i dati delle dispersione per “area geografica” provinciale, quella che soffre di più è la zona Nord. Motivo? La vicinanza della Svizzera che offre uno sbocco attrattivo e lavorativo capace di far interrompere il percorso didattico.

Le dichiarazioni

Presenti alla mattinata di presentazione dei numeri relativi alla dispersione scolastica c’erano, oltre a Laura Caruso e Cristina Zambon e al dirigente Carcano, c’erano gli assessori Rossella Dimaggio e Roberto Molinari e il prefetto della Provincia di Varese Salvatore Pasquariello che nelle sua attività ha sempre tra le priorità i progetti dedicati al disagio giovanile.

«Proprio ieri è stata approvata una legge importante per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica – ha spiegato il prefetto Pasquariello – Spesso abbiamo detto che non solo la famiglia, ma anche le società sportive e le associazioni contribuiscono a far crescere la conoscenza in voi giovani. Ma non basta far crescere la conoscenza bisogna formare anche il proprio cuore e la capacità umana di saper stare in comunità, di essere empatici e capaci di risolvere i problemi facendo squadra».

«Investire sul futuro dei giovani è importante – ha dichiarato l’assessore Dimaggio – Con il mio collega Roberto Molinari dei Servizi sociali abbiamo in atto un tavolo sull’adolescenza importante che lavora in rete con l’obiettivo di dare gli strumenti ai ragazzi per vivere il loro benessere psico fisico».

Scuola, in 5 anni in provincia di Varese 1400 ragazzi hanno abbandonato gli studi

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