A Busto Libertas raduna a tavola i moderati. E guarda alla “nuova” Forza Italia

BUSTO ARSIZIO – Trent’anni di Libertas, con il ritorno in Forza Italia come nuova prospettiva concreta. L’associazione politica bustocca con lo Scudocrociato nel simbolo si raduna come da tradizione per la cena di Natale, confermandosi efficace “monitor” dei movimenti in atto nella politica provinciale. «Molti di noi vedono Forza Italia come approdo – ammette il presidente di Libertas Paolo Della Vedova – speriamo che torni ad essere un partito liberale e moderato di massa. Noi siamo sempre lì, al centro, consapevoli della necessità di cambiare approccio per stare al passo con le sfide del presente».

Trent’anni sulla breccia

È «forse l’associazione politica più longeva a Busto Arsizio». Fondata nel 1994 da Giuseppe Zingale, allora commissario del CDU di Varese, ha sempre saputo stare sulla breccia, tanto da aver sempre espresso un consigliere comunale in città (gli ultimi sono stati Francesca Tallarida nello scorso mandato e Marco Lanza in quello attuale). E ora continua a rimanere strategica nella “corsa” ad una nuova casa dei moderati che si sta riformando attorno alla Forza Italia inclusiva e allargata del post-Berlusconi. «Il segreto di Libertas? Sono due: la passione e l’amicizia» sostiene Lanza, 39 anni e nuova generazione dell’associazione. «Una passione smisurata per la politica e per la città, e un’amicizia profonda che li lega da una vita e permette di superare ogni difficoltà. Così mi hanno fatto crescere».

Se ci fosse ancora la Dc Villa Recalcati sarebbe il suo feudo

Dove vanno i moderati

La cena di Libertas è da sempre una cartina di tornasole dei movimenti che caratterizzano la scena politica moderata a livello provinciale. Un anno fa erano stati protagonisti Ettore Rosato, appena entrato in Azione, e Pietro Zappamiglio, ormai ai ferri corti con Forza Italia, mentre quest’anno ai tavoli del ristorante Loroverde di viale Duca d’Aosta si intravede la “nuova” Forza Italia in fase di costruzione. Seduti a fianco del presidente Della Vedova ci sono infatti il neo consigliere provinciale, appena entrato in Forza Italia, Matteo Marchesi, ma anche il segretario provinciale degli azzurri Simone Longhini e il suo braccio destro Giuseppe Anselmo. E poi il consigliere regionale Giuseppe Licata, appena uscito da Italia Viva e in procinto – si dice – di approdare proprio nelle fila forziste. Ma ci sono anche gli ex assessori Alberto Riva, Alberto Armiraglio e Alessandro Chiesa, che torneranno a farsi sentire con il prossimo congresso cittadino del partito oggi guidato dal commissario Laura Rogora. Con il progetto di un super-gruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Busto che resta sullo sfondo. Ma per ora è solamente «un’ipotesi in cantiere a cui guardo con molto interesse», per usare le parole di Marco Lanza, che comunque conferma «fiducia al centrodestra e all’amministrazione bustocca».

Il sindaco c’è

Non manca, come da tradizione, neppure il sindaco Emanuele Antonelli, che prima scherza «qui l’unico estremista sono io» e poi si fa serio quando si lancia in elogi e apprezzamenti per Marco Lanza, capogruppo della Lista Antonelli e rappresentante di Libertas. «Avete fatto bene a puntare su di lui» lo promuove il sindaco. Facendo capire che intende trattenerlo nella sua lista. «Cerchiamo di tenere uniti quelli che guardano al centro, liberaldemocratici, moderati, liberali e democratico-cristiani, anche se sono sempre meno – il realismo del presidente Paolo Della Vedova – le sfide, alle quali cerchiamo di resistere, oggi sono l’immigrazione, la cultura woke, il rapporto con la destra che per i cattolici è antico».

Busto, moderati riuniti al tavolo di Libertas con Rosato. C’è Zappamiglio: «Qui invitato»

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