Meta System, è il giorno della protesta a Mornago. «Già tagliati alcuni posti»

meta system protesta mornago

MORNAGO – È iniziato di buon’ora questa mattina, lunedì 16 dicembre, il presidio promosso dai sindacati davanti ai cancelli della Meta System di Mornago. Solo l’ultima in ordine di tempo tra le realtà aziendali in crisi nel Varesotto, dopo i casi Ilma, Beko e Mv Agusta. In questo caso sono 133 i dipendenti a rischio. Con picchetto, pettorine e fumogeni è iniziata la protesta che durerà per tutta la mattinata.

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Primi tagli

La risposta dei lavoratori è stata piena, con circa 140 partecipanti al presidio. Presenti al loro fianco i delegati di Fiom Cgil (Stefania Filetti e Giorgio La Rosa) e Fim Cisl (Gennaro Aloisio, Agostino Casati, Alessandra Maiorco e Milana Donato). «Sono già stati tagliati alcuni posti – lamentano i sindacati – sono i primi segnali che ci sarà una contrazione e riduzione dei costi. In particolare non sono stati rinnovati i contratti di somministrazione». Alle 14.30 ci sarà un incontro con i rappresentanti dell’azienda per saperne di più sulle sorti di Meta System. «Il presidio di oggi – osserva Annalisa Nobile, rsu Fiom Cgil Meta System – è per far sentire la nostra voce e la realtà di Mornago è aggregata a quella di Reggio in questo momento. L’azienda ha avuto grandi problemi dal punto di vista finanziario e non riusciamo a vedere né un presente né un futuro. Da qualche giorno siamo impegnati in questo cammino in presidio in gemellaggio con Reggio. Qualche risultato è arrivato e ci dà molta energia. Speriamo di riuscire a dare qualche notizia a lavoratori e lavoratrici dopo l’incontro di questo pomeriggio».

C’è anche la politica

Al presidio sono presenti anche alcuni esponenti della politica (nella foto sotto), tra cui il sindaco di Mornago Davide Tamborini, i consiglieri regionali Samuele Astuti e Giuseppe Licata, il vicepresidente della Provincia Giacomo Iametti, il sindaco di Gallarate e segretario provinciale della Lega Andrea Cassani e il sindaco di Daverio Marco Colombo. «Questa mattina sono qui non solo per seguire questo presidio ma per combattere con lavoratori e lavoratrici – commenta Samuele Astuti – parliamo di un’azienda con impianti innovativi e personale molto qualificato che evidentemente ha avuto problemi di gestione dal punto di vista finanziario. Ma è ancora una ricchezza per il nostro territorio ed ha un importante numero di fornitori. Ci sono margini per raddrizzare questa brutta situazione. Per questo le istituzioni si devono attivare, ma dal momento che la società è stata venduta ai cinesi si devono attivare anche dal Governo».

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«Stiamo seguendo questa situazione – ha dichiarato Tamborini – e quanto sia alta l’attenzione lo dimostra anche il fatto che al presidio abbiano partecipato politici di diversi colori. Ci auguriamo che la Lombardia possa portare simbolicamente sul territorio la Commissione Attività Produttive, per questo caso e non solo, così da vigilare e incidere a livello regionale».
«Non si tratta di una situazione imprevista: è stata un po’ una palla di neve che è diventata valanga, con effetto domino». Per Marco Colombo, che ha seguito il caso sia come amministratore del territorio che come imprenditore, la crisi in corso è dovuta, più che alla realtà produttiva in sé, a «giochi del mondo della finanza e speculatori che, insinuandosi, non hanno tenuto contro del know how generato nè della forza lavoro». Come ha spiegato il sindaco di Daverio, «con il progetto Smartt Valley, legato al settore aerospaziale, stiamo cercando di dare uno sguardo al futuro, anche attraverso la meccatronica, così da dare un imprinting pratico di conoscenze e favorire il reshoring in un territorio che ha più di cento anni di storia industriale».

Il concordato al tribunale di Bologna

«Oggi – ha fatto sapere in seguito Casati – è stato presentato il concordato al tribunale di Bologna e adesso devono aspettare che venga nominato un commissario, che poi deciderà come spostare anche solo un centesimo. Questo mette in protezione l’azienda, dando due o tre mesi di tempo per trovare qualcuno che sia interessato a Meta System. Noi, come sindacato, non possiamo fare altro che vigilare a riguardo e lo faremo».
Come ha aggiunto l’operatore di riferimento per Fim-Cisl dei Laghi, «la speranza è che si trovi alla svelta qualcuno che mostri interesse per Meta System. È appetibile: c’è know how, macchinari tecnologici e personale esperto. Ci sono già state manifestazioni in questo senso, bisogna capire come si concretizzano e cosa mettono sul piatto. I dipendenti possono continuare a lavorare con il contratto di solidarietà: era già in essere fino a fine anno e verrà rinnovato per altri sei mesi, probabilmente il tempo necessario per far sì che arrivi qualcuno. Speriamo che ci siano tavoli al Mimit e sul territorio e che tutto ciò che dà visibilità venga concretizzato».

 

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