Una copertura per l’autostrada A8 a Olgiate, l’amministrazione non molla

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di Sarah Zambon

OLGIATE OLONA – Si torna a parlare di un progetto tanto ambizioso, quanto complicato da realizzare, che potrebbe letteralmente cambiare la vita di una buona fetta di abitanti del territorio olgiatese: nell’ultimo Consiglio Comunale, infatti, a seguito di una richiesta di chiarimenti del consigliere di minoranza Marco Clerici, capogruppo di RilanciAmo Olgiate, sugli annunciati tagli ai bilanci del DUP a 3 e 5 anni (in discussione nel punto 3 all’Ordine del Giorno), sono emerse alcune novità riguardo all’originaria idea di coprire il tratto della A8 che taglia in due il paese e il cui traffico intensamente rumoroso è da sempre una croce per chi vive a ridosso dello scorrimento dell’Autolaghi.

Il no di Autostrade per l’Italia

Come sottolineato da Clerici, l’ente gestore della Milano-Varese ha per ora “bocciato” il progetto non ritenendolo finanziabile, ma l’assessore con delega al Bilancio Ugo Bassi ha confermato che l’amministrazione olgiatese vuole mantenere la voce relativa nelle previsioni, in quanto parte del proprio programma elettorale e nella speranza di essere «bravi o fortunati» nel trovare i fondi per mettere a terra il progetto.

Il Sindaco Giovanni Montano ha aggiunto che «l’impossibilità di realizzare la copertura dell’autostrada è un atteggiamento troppo pessimistico, nel senso che se attualmente non c’è parere favorevole da parte della Società Autostrade non è detto che non ci sarà in futuro».

Clerici ha quindi dato lettura della risposta scritta che, a suo tempo, era stata fornita dal gestore della A8: «in considerazione della complessità tecnica ed esecutiva della proposta, non si ritiene che la stessa possa essere sviluppata nei piani di investimento della scrivente».

Una luce in fondo… al sottopasso?

Il vice sindaco Leonardo Richiusa ha puntualizzato che l’amministrazione olgiatese ha scritto anche al Ministero delle Infrastrutture  e che, «come ha risposto il Presidente della Repubblica, siamo in attesa che risponda anche il Ministero. Non è detto, quindi, che non si possa fare: anche se poi Società Autostrade non finanzierà la copertura, dovrà comunque porre rimedio. E’ 100 anni che c’è questa autostrada: qualcosa dovranno fare, perlomeno per compensare il disagio che noi abbiamo avuto. E non soltanto dal punto di vista ambientale (inquinamento acustico e polveri sottili), ma anche per il fatto che noi abbiamo vincolato la nostra viabilità a causa dell’autostrada. Non compenseranno in questo momento perché magari non ne sentono l’esigenza e sono lontani dal nostro territorio, ma speriamo che in futuro lo facciano».

E’ poi intervenuto il Consigliere Vettori: «visto che se ne sta parlando, quella della copertura dell’autostrada è una partita aperta, della quale stiamo discutendo con il Sindaco e gli assessori anche singolarmente. Non c’è solo la questione del sottopasso a dover essere presa in considerazione, perchè l’opera deve essere inserita in un progetto più ampio che  comprende anche le piste ciclopedonali e la viabilità debole del territorio: il progetto complessivo dovremo presentarlo noi e quindi bisognerà realizzare degli studi oculati in merito».

In corso le trattative

Richiusa ha quindi calato l’asso nella manica: «non volevo dirlo, ma ci sono delle trattative in corso con la Società Autostrade, che ci ha suggerito un percorso (procedurale) e noi lo stiamo seguendo. Sappiamo che nel pubblico i tempi sono molto molto lunghi, ma se non parti non arriverai mai. Ci stiamo ragionando anche con la Provincia di Varese e Vettori, che sta seguendo la vicenda, ha capito quello che stiamo facendo: i progetti da portare a compimento, quindi, andranno a completare il lavoro intrapreso negli scorsi anni anche dalle amministrazioni precedenti».

Nel suo intervento, Giorgio Volpi ha espresso la necessità imperativa di stendere un progetto che tenga conto di tutti i fattori più importanti, comprese le indagini a livello geologico e le caratteristiche antisismiche che l’eventuale struttura dovrà avere: il vice Sindaco ha perciò reso noto che è in corso la fase di discussione per capire anche dove il manufatto dovrà arrivare, perchè la copertura andrebbe a completare il pezzo di ciclopedonale già esistente in Idea verde, nel tratto prima del sottopasso: «la cosa interessante, parlando anche con Provincia, è quella di estenderlo fino alle scuole medie. Il progetto, – la cui stesura verrà completata entro la prossima estate -, sarà presentato con tutti i crismi, comprese le indagini di tipo geologico, antisismico e di impatto e dovrà essere definitivo, in modo da risultare inappellabile ed evitare qualsiasi tipo di sorpresa».

Ragionevolmente, i lavori non potranno partire, quindi, prima del 2026.

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