La Vuelta va in… salita. Presentata a Madrid l’edizione che partirà dal Piemonte

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di Claudio Ghisalberti

MADRID – Una Vuelta dura, durissima, con partenza da Torino (Venaria Reale-Novara per velocisti) sabato 23 agosto e arrivo a Madrid domenica 14 settembre. È la sesta volta che la corsa spagnola parte dall’estero, la prima dall’Italia. Un tracciato che, nelle sue 21 tappe, sconfinerà anche in Francia e ad Andorra, dove torneranno i Pirenei e che si snoderà tutto al nord della Spagna, con la capitale come punto più a sud.

Tantissimi, o forse troppi ben dieci, gli arrivi in salita, il primo a Limone Piemonte (2a cat., domenica 24 agosto), e dove spiccano, o incutono timore, l’Angliru (10a volta, tappa 13) e la Bola del Mondo (cima più alta della corsa che si scalerà per la 3a volta), il sabato prima della passerella finale. La tappa regina è proprio quella dell’Angliru, non solo per le pendenze del mostro asturiano quanto perché il traguardo sarà dopo 202 km. Giornata durissima, di fondo estremo, interessante e controtendenza perché negli ultimi anni gli arrivi così impegnativi sono spesso dopo tappe corte. Due le crono, una a squadre (di 20 km a Figueres, nei pressi di Girona) e una individuale (di 26 km a Valladolid), che non saranno decisive per la vittoria finale, da quattro a sei, in teoria, le occasioni per i velocisti. 

LA CERIMONIA A benedire l’edizione numero 80 della corsa spagnola, nonché 90° anniversario con la prima edizione nel 1935, una sfilata di vincitori della corsa, tra loro Olano, Jalabert, Mauri, Heras, Contador, Froome, Quintana, Aru. Per loro applausi scroscianti dalla platea scaldata a dovere da Carlos de Andres, voce storica del ciclismo per la tv spagnola, e Perico Delgado. In platea tanti altri campioni come Oscar Freire, Fabian Cancellara, Laurent Jalabert e Purito Rodriguez che confessa il suo rammarico per non essere sul palco. 

Una presentazione, però, con intoppo iniziale. Quando infatti viene annunciato il servizio per far  conoscere il Piemonte ecco che parte un bel video su Lisbona e il riassunto dell’ultima edizione. Il gran finale, dopo poco meno di un’ora e mezzo filata via bene, è una festa scatenata con l’auditorium dell’Ifema trasformato in una discoteca e la gente in piedi a ballare “Gloria” nella versione in spagnolo. 

LE DOMANDE Alla fine restano alcune domande. E non sono poche. Chi saranno i protagonisti? Tutti pensano ci sia quello che ormai è considerato il Re Mida del ciclismo, ovvero lo sloveno Tadej Pogacar. Jotxean “Matxin” Fernandez, il responsabile dei tecnici nella sua Uae, gioca a fare il misterioso dicendo di aspettare la presentazione del Giro prima di prendere una decisione. C’è da scommettere che lo sloveno sarà in Italia, appunto al via di Torino. Javier Guillen, il direttore generale della corsa, con un sorriso nega che il percorso sia disegnato su misura per Pogacar: “Sbagliato fare un’ipotesi così tanto lui è un campione capace di vincere su qualsiasi percorso, non gliene serve uno su misura. Da parte nostra saremmo felicissimi se fosse al via”.  E se così fosse sarebbe una bella gatta da pelare con il rampante Juan Ayuso, idolo di casa e compagno di squadra dello sloveno. Dovrebbe infatti ridimensionare di molto le sue ambizioni. 

Roglic punterà al 5° trionfo? Primoz farà il Giro e, sembra, il Tour. Difficile tenti il triplo impegno. Se ci fosse Tadej il suo forfait sarebbe praticamente certo. 

Il bicampione olimpico Evenepoel? Prima cosa bisogna vedere come Remco recupererà dall’incidente di due settimane fa. Poi nei piani del belga al momento c’è solo, come grandi giri, il Tour. La porta della Vuelta però non è chiusa. 

Castrillo, rivelazione dell’ultima edizione con due tappe stravinte e che ha cambiato maglia passando dalla Kern Pharma all’Ineos, anni fa corazzata e ora scialuppa, si vestirà ancora da fenomeno? Visto come vanno piano gli inglesi difficile pensarlo. 

Gli italiani al via saranno ancora solo comparse? Beh, qui la risposta è abbastanza facile, almeno se si pensa alla generale. L’ultima maglia rossa, portata per un giorno, è stata quella di Andrea Piccolo il 27 agosto 2023 a Barcellona al termine della seconda tappa. Il milanese di Magenta emigrato a San Marino, perché si sa che nella repubblica del Titano ci sono aria buona e percorsi perfetti per allenarsi, su Instagram si autodefinisce personaggio pubblico. Come corridore, però, a marzo è stato sospeso dalla sua squadra (EF) per uso di un sonnifero non consentito all’interno del team. A giugno, infine, è stato licenziato dal team, e sospeso in via cautelare dal Tna, perché fermato dall’autorità giudiziaria italiana perché sospettato di traffico internazionale di ormone della crescita. Con Valentina Gomez, la sua fidanzata colombiana, ha aperto un account su OnlyFans. Pare sia un fenomeno. 

LE TAPPE 

Tappa 1, 23/8, Torino (Venaria Reale)-Novara, 200 km

Tappa 2, 24/8, Alba-Limone Piemonte, 157 km 

Tappa 3, 25/8, San Maurizio Canavese-Ceres, 139 km 

Tappa 4, 26/8, Susa-Voiron, 192 km  

Tappa 5, 27/8, Figueres-Figueres, 20 km, cronosquadre

Tappa 6, 28/8, Olot-Pal Andorra, 170 km

Tappa 7, 29/8, Andorra la Vella-Cerler Huesca, 187 km

Tappa 8, 30/8, Monzon Templario-Zaragoza, 187 km

Tappa 9, 31/8, Alfdaro-Valdezcaray, 195 km

Riposo, 1/9

Tappa 10, 2/9, Parque Naturaleza Sendaviva-El Ferial Larra Belagua, 168 km

Tappa 11, 3/9, Bilbao-Bilbao, 167 km

Tappa 12, 4/9, Larredo-Los Corrales de Buelna, 143 km

Tappa 13, 5/9, Cabezon de la Sal-Angliru, 202 km

Tappa 14, 6/9, Aviles-La Farrapona, 135 km

Tappa 15, 7/9, A Veiga-Monforte de Lemos, 167 km

Riposo, 8/9

Tappa 16, 9/9, Poio-Castro de Herville, 172 km

Tappa 17, 10/9, O Barco de Valdeorras-Alto de el Morredero, 137 km

Tappa 18, 11/9, Valladolid-Valladolid, 26 km, crono individuale

Tappa 19, 12/9, Rueda-Guijelo, 159 km

Tappa 20, 13/9, Robledo de Chavela-Bola del Mundo, 156 km

Tappa 21, 14/9, Alalpardo-Madrid, 101 km 

LE 79 EDIZIONI nazionalità: Spagna 31, Francia 9, Belgio 8, Italia 6, Svizzera 5, Germania 3, Gran Bretagna, Colombia, Stati Uniti e Olanda 2, Slovenia, Kazakistan, Irlanda e Russia 1. La Vuelta, prima edizione nel 1935, si disputa tutti gli anni solo dal 1955. Non si è corsa negli anni 1937, 1938, 1939, 1940, 1943, 1944, 1949, 1951, 1952, 1953, 1954. 

I PLURIVINCITORI Con 4 vittorie: Primoz Roglic (Slo) e Roberto Heras (Spa), 3 vittorie: Alberto Contador (Spa) e Tony Rominger (Svi) e mentre con 2 vittorie troviamo Chris Froome (Gbr), Alex Zülle (Svi), Bernard Hinault (Fra), Gustaaf Deloor (Bel), José Manuel Fuente Julián Berrendero e Pedro Delgado (Spa). I 6 vincitori italiani sono stati Fabio Aru (2015), Vincenzo Nibali (2010), Marco Giovannetti (1990), Giovanni Battaglin 1981), Felice Gimondi (1968) e Angelo Conterno (1956). 

LE INTERVISTE

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