Tra le tante sciocchezze obbligati a registrare come notizie c’è l’intenzione dell’amministrazione civica di Cardano al Campo di non mettere al rogo la Gioeubia ma, al suo posto, un pallone, un non meglio identificato pupazzo, un simbolo neutro che non evochi la violenza di genere. Frutto, questa straordinaria idea, del politicamente corretto e della cosiddetta cancel culture, movimento ideologico che tende a modificare la memoria collettiva, i valori e le nostre identità in nome non si capisce bene di che cosa. Fors’anche in nome della stupidità, ci verrebbe da dire.
Al punto che, visto che è Natale, ci sono scuole che evitano di realizzare il presepe per non offendere gli studenti di altre confessioni. E ci sono insegnanti e dirigenti scolastici che addirittura bandiscono il crocifisso dalle aule per lo stesso motivo. Non pensiamo, affermando la nostra contrarietà a tutto ciò, che si debba per forza di cose essere etichettati sovranisti, leghisti e tutto il campionario di definizioni che scodellano quelli che parlano, spesso a vanvera, di integrazione, giusta e doverosa, a patto – diciamo noi – che abbia sullo sfondo la reciprocità e non sia a discapito di ciò che siamo e, quindi, del nostro passato e delle tradizioni che da esso derivano.
Non c’è bisogno di frequentare la messa domenicale per dirsi cristiani, almeno così dovrebbe essere in scia alle nostre radici. L’accoglienza non presuppone l’abiura dei modelli di vita che ci hanno sempre contraddistinto e, appunto, delle manifestazioni identitarie, che non hanno, non dovrebbero avere colore politico, né presuppongono di modificare il tessuto sociale e culturale della comunità. Anzi, pretendono di essere salvaguardate. Cominciando proprio dal senso più vero del Natale.

In questa direzione sottoscriviamo , al netto dell’appartenenza partitica, ciò che scrive Isabella Tovaglieri, europarlamentare della Lega, in un messaggio natalizio, che si dilunga sul suo operato in Europa, tocca diverse questioni, ma si sofferma anche sul tema che ci interessa in questa sede. Sostiene l’esponente politica bustocca: “Auguro di trascorrere in serenità e gioia la ricorrenza più sentita della tradizione cristiana simbolo delle nostre radici e dei nostri valori, che siamo impegnati a difendere ovunque ma soprattutto a Bruxelles, dove in nome del politicamente corretto persino la parola Natale è stata cancellata, sostituita con un termine vuoto di significato come ‘Bianco inverno’; insieme alla battaglia per la difesa delle nostre identità, l’anno che si chiude ci ha visti impegnati anche su molti altri fronti…” eccetera eccetera.
Più chiaro di così, affinché non prevalga la tendenza di gettare tutto al macero, anche la storia. Per questo, e non soltanto per questo, sarebbe persino doveroso reagire a certi estremismi diseducativi, che si insinuano nella società già destabilizzata di suo e rischiano di rappresentare, questa sì, una violenza. Che non è di genere, ma colpisce le menti. Altro che il rogo della Gioeubia.
Cardano vuole cancellare la Gioeubia. «Simbolo di violenza di genere»
