CARDANO AL CAMPO – Caso Gioeubia a Cardano al Campo: il rogo della strega si fa o non si fa? Ora è la Pro Loco a rompere il silenzio e a prendere posizione: «Vogliamo mantenere la tradizione», le parole del presidente Milena Melato. Che precisa: «L’organizzazione sia totalmente a carico della Pro Loco, come accade da anni in tutto il Varesotto».
Aria di rottura
L’amministrazione comunale del sindaco Lorenzo Aspesi valuta la possibilità di eliminare dal rogo di fine gennaio il fantoccio della vecchia megera, in quanto «simbolo di violenza di genere». Ipotesi che ha già scatenato le opposizioni di Lega e Forza Italia, che si sono subito mosse in difesa dell’evento che segna l’appuntamento con il folklore d’inverno. Si attendeva solo che la Pro Loco uscisse allo scoperto, visto che da anni organizza l’evento con il Comune. Ora è direttamente Melato a intervenire: «Noi della Pro Loco non abbiamo ancora deciso nulla», annunciando che «l’assemblea dei soci si riunirà a breve». Ma il presidente dell’associazione, nel frattempo, anticipa che la volontà è di «mantenere la tradizione». Con una precisazione chiara: che l’organizzazione diventi «totalmente a carico della Pro Loco». Insomma, il desiderio di mantenere vivo un appuntamento così radicato nella storia del territorio – come la Gioeubia – diventa una priorità per la Pro Loco. Al punto che, per permettere la sua realizzazione, si respira aria di rottura con l’amministrazione comunale.
Il caso Gioeubia
Quella della Gioeubia è una festa contadina che dura da secoli. Con il rogo si vuole esorcizzare le forze negative dell’inverno e propiziare l’avvento della primavera, andando a bruciare il fantoccio con sembianze di una vecchia strega come auspicio per mesi floridi e come segno di buon augurio per il raccolto. Un rito propiziatorio e identitario che a Cardano rivive da anni in piazza Mercato accompagnando il falò con il risotto alla luganega, il vin brulè e il concorso di poesie dei bambini, protagonisti dell’evento. Evento che ora si trasforma in un caso.
Cardano vuole cancellare la Gioeubia. «Simbolo di violenza di genere»
