BUSTO ARSIZIO – «Ma perché l’ex assessore Loschiavo continua a uscire sui giornali? Si faccia la sua lista civica e si candidi sindaco. Ma se vuole entrare in Fratelli d’Italia, me ne vado via io subito». Parola di Max Rogora, consigliere dei “Fratelli” di Busto e presidente della commissione lavori pubblici, che di Loschiavo era stato predecessore come assessore alla sicurezza e alla via e con cui aveva avuto non pochi battibecchi. «Non è colpa mia se l’hanno lasciato a casa – attacca Rogora – si faccia qualche domanda sul perché, ma la smetta di scrivere su di me».
Lo scontro
Nel mirino del consigliere ex leghista c’è la “vis polemica” di Salvatore Loschiavo, che da tre mesi è stato dimissionato dal ruolo di assessore alla sicurezza e alla mobilità. L’ultima uscita sulla stampa, per criticare le parole di Max Rogora in Consiglio comunale sulla Polizia locale, non è andata giù all’esponente di Fratelli d’Italia. «Loschiavo deve sempre uscire sui giornali per criticare, ma sotto Capodanno tende spesso a dire delle “pseudo minchiate” – tuona Rogora, facendo riferimento ad un’altra vecchia polemica tra i due – si rilegga quello che ho detto in consiglio comunale e poi mi chieda scusa. Non ho mai detto di mandare in strada gli amministrativi del Comando di Polizia locale. In commissione avevo chiesto all’assessore Cislaghi i numeri del Comando, che hanno confermato il trend positivo durante il mio mandato, quando siamo passati da 58 a 81 in organico, poi leggermente calato di 2-3 unità. Io avevo chiesto di esternalizzare i servizi amministrativi perché sono sempre dell’idea che serve un messo in meno e un agente in strada in più, perché non possiamo spremerli come arance. L’avvocato delle cause perse non mi metta in bocca cose che non ho detto visto che in questi due anni da assessore ha fatto veramente poco. Ha fatto il logo inutile della Polizia Locale spendendo 500 euro e ha bruciato quasi tutti gli straordinari degli agenti già alla fine di settembre per la sua passerella della Settimana della Mobilità Sostenibile».
Il PUMS e le ciclabili
«E poi ha fatto un anno e mezzo a parlare di PUMS – prosegue il fiume in piena di Max Rogora – realizzando piste ciclabili pericolose come quella di via Marco Polo, dove un’auto che apre la portiera rischia di stendere il ciclista, o quella di viale Sicilia, che è strettissima e piena di tombini, per non parlare di quella contromano di via Galvani. Oppure piste ciclabili come via Ferrini e via Valle Olona per le quali mi piacerebbe che facesse un bel sondaggio, e non solo chiamando i suoi amici ambientalisti e amanti della bicicletta, per capire il gradimento tra i cittadini. E invece la zona 30 ciclabile sul viale Duca d’Aosta non l’ha realizzata. Quando io ero assessore, le piste ciclabili che non si potevano fare perché non c’era spazio, non si facevano. Busto Arsizio non è Amsterdam e nemmeno Rimini. Loschiavo forse pensava di conciarla come Legnano, ma adesso la musica cambia e il nuovo assessore Sabba proseguirà quello di buono che è stato avviato ma modificando quello che non andava bene. Anche sul PUMS».
«Lui in “Fratelli”? Mollo io»
Alla fine entra in ballo anche la politica: «Loschiavo è passato dall’Asinello alla Margherita al PD ad una lista civica e ora pensa di tirare la giacchetta a Fratelli d’Italia? Ma se viene lui, io mollo subito – il monito di Rogora – anche io ho cambiato casacca, ma sono andato in un partito che è similare alla Lega dove militavo prima. Invece di continuare a battibeccare su ogni cosa, come anche l’altro ex assessore Artusa, si faccia la sua lista civica e si rimetta in politica così può candidarsi sindaco al prossimo giro».
Busto, Loschiavo boccia il nuovo parcheggio: «Miope, si torna alle scelte a spot»
