Delitto di Parabiago, i genitori di Fabio Ravasio si costituiscono parte civile

omicidio ravasio tace amante
Nella foto Adilma Pereira Carneiro

PARABIAGO – «Io spero che alla fine si risolva tutto in favore di Fabio, in nostro favore. Vogliamo solo giustizia per nostro figlio». Sono le parole di Annamaria Trentarossi, madre di Fabio Ravasio, al termine dell’udienza di oggi, venerdì 3 gennaio, davanti al Gup del tribunale di Busto Arsizio Veronica Giacoia che ha visto alla sbarra quattro degli otto indagati per l’omicidio del figlio (questa l’accusa) messo in atto lo scorso 9 agosto a Parabiago e mascherato da incidente stradale con tanto di pirata della strada in fuga.

L’aggravante della premeditazione

La donna e il marito Mario, assistiti dagli avvocati Barbara D’Ottavio e Francesco Arnone e dal professor Francesco Camilletti, si sono costituiti parte civile. Un’udienza preliminare quella odierna durante la quale Adilma Pereira Carneiro, compagna di Ravasio che secondo l’accusa è la mente del piano ordito per assassinare l’uomo, il marito della donna Marcello Trifone, che era sulla Opel che il 9 agosto travolse e uccise la vittima mentre era in bicicletta, il figlio della donna Igor Benedito, che nella ricostruzione degli inquirenti era alla guida dell’auto con tanto di parrucca femminile per non essere riconosciuto, e Fabio Oliva, meccanico e presunto ultimo amante di Adilma, che per il pubblico ministero Ciro Caramore, che ha coordinato le indagini, era non solo al corrente del piano per assassinare Ravasio ma sarebbe stato lui a suggerire di utilizzare per l’investimento la vecchia Opel della 49enne brasiliana con targa contraffatta, hanno chiesto l’ammissione al rito abbreviato.

Intercettazioni e sopralluoghi

Richiesta alla quale si sono opposti sia l’accusa che la parte civile; l’accoglimento dell’istanza dovrebbe escludere l’aggravante della premeditazione contestata ai sodali. Aggravante che per il Pm e i legali della famiglia appare pacificamente provata non solo dalle intercettazioni a carico degli imputati ma anche dai numerosi sopralluoghi effettuati dagli stessi sul luogo dove ha poi avuto luogo l’investimento per studiare il delitto nei dettagli. Il Gup sul punto si è riservato, l’udienza è stata aggiornata a martedì 7 gennaio.

Trifone cambia avvocato

Nel frattempo Trifone, che era assistito dall’avvocato Andrea Toscani ha cambiato difensore scegliendo l’avvocato Emanuele De Paola, del foro di Milano. Cambio legittimo non fosse per il fatto che a caldeggiarlo sarebbe stata la stessa Adilma. La procura ha infatti sequestrato e messo agli atti alcune lettere fatte recapitare dalla “mantide di Parabiago” a un ex compagno di cella di Trifone che le ha poi consegnate al diretto interessato nelle quali Adilma dice al coimputato di cambiare legale suggerendogli anche la versione da sostenere davanti a inquirenti e giudici. Ovvero la sua versione, quella resa dalla donna in interrogatorio, che la vede estranea al delitto e non a conoscenza del presunto piano per assassinare il compagno. Per l’accusa, che con ogni probabilità non mancherà di rimarcarlo, il cambio del difensore è avvenuto dietro pressioni della 49enne. Trifone appare infatti completamente soggiogato dalla moglie descritta dagli inquirenti come un’abilissima manipolatrice. Tanto da tentare la strada della circuizione anche con i genitori di Ravasio dopo la morte del figlio. Genitori ai quali chiedeva soldi per la spesa perché i bambini avevano fame.

Abilissima manipolatrice

I bambini sono i due gemelli di 7 anni, probabilmente figli di Trifone, che la 49enne avrebbe cercato di attribuire a Ravasio attraverso un certificato di paternità che gli inquirenti considerano palesemente falso. C’è, in quest’ambito, un episodio agghiacciante. Dopo l’incidente e prima dell’arresto la donna portò i due bambini in obitorio filmandoli davanti al cadavere della vittima mentre piangevano con lei che diceva loro «ecco perché non voglio che andiate in bicicletta». Il video era poi stato inviato alla signora Trentarossi. Il tutto, secondo gli inquirenti, per raggiungere il solo obiettivo che contasse per la “mantide”: i soldi che avrebbe voluto incassare con la morte di Ravasio.

parabiago delitto fabio ravasio – MALPENSA24
Visited 384 times, 1 visit(s) today